Archivi categoria: Riflessione

Uno in Cristo, uniti nella missione 18/10/2026

UNO IN CRISTO, UNITI NELLA MISSIONE

In questa penultima Domenica di ottobre veniamo richiamati ad una realtà che dovremmo tenere presente ogni volta che celebriamo l’Eucaristia, ma che troppo spesso, invece, dimentichiamo: la DIMENSIONE MISSIONARIA DEL NOSTRO ESSERE CRISTIANI.
“Missionarietà” vuol dire certamente prendersi a cuore i problemi concreti, materiali, di chi nel mondo è meno fortunato di noi ed è costretto a vivere in condizioni disumane, e in questa Domenica potremo fare anche la nostra offerta per questo scopo; ma “Missionarietà” significa anzitutto rendersi conto che ciascuno di noi deve essere missionario, se vuol essere veramente cristiano.
“Ammirando i missionari e le missionarie, rivolgo un appello speciale alla Chiesa intera: che ci uniamo tutti a loro nella missione evangelizzatrice tramite la testimonianza della vita in Cristo, la preghiera e il contributo per le missioni. Spesso – lo sappiamo – «l’Amore non è amato», come ebbe a dire San Francesco d’Assisi, al quale guardiamo in modo particolare a ottocento anni dal suo transito al Cielo. Lasciamoci contagiare dal suo desiderio di vivere nell’amore del Signore e di trasmetterlo ai vicini e lontani, perché, come affermava, «molto si deve amare l’amore di Colui che molto ci ha amato». Sentiamoci stimolati pure dallo zelo di Santa Teresa di Gesù Bambino, che si prefisse di continuare la sua missione anche dopo la morte, dichiarando: «In Cielo desidererò la stessa cosa che in terra: amare Gesù e farlo amare»”.

Maria, Regina delle missioni,
accompagna la nostra opera evangelizzatrice
in ogni angolo della terra:
rendici strumenti di pace,
e fa’ che il mondo intero riconosca
in Cristo la luce che salva.
Amen

(Dal messaggio di Papa Leone per la 100a Giornata Missionaria)

Tutti quelli che troverete: chiamateli alle nozze 11/10/2026

TUTTI QUELLI CHE TROVERETE:
CHIAMATELI ALLE NOZZE!

Ogni volta che ci ritroviamo per l’Eucaristia noi ci raduniamo  attorno all’altare che è preparato come una tavola pronta  per un banchetto, perché Dio continua ad invitarci alla sua  festa: una festa di nozze, per l’incontro del suo Figlio con la nostra umanità; una festa di amicizia, nella quale il Signore conferma la sua volontà di volerci bene e di averci come suoi amici.
Non possiamo che restare stupiti di fronte a questo invito, perché sappiamo bene di non aver fatto nulla per meritarlo…anzi, molte volte anche noi abbiamo trascurato il suo invito e ci siamo tenuti alla larga dai suoi messaggeri…
Egli ci chiede di uscire da noi stessi con la voglia di dire a tutti  quanto lui ci ama e che tutti sono invitati alla sua festa.

“Cari fratelli e sorelle”
Per la Giornata Missionaria Mondiale del 2026, che segna il centenario di questo appuntamento, caro a tutta la Chiesa, ho scelto il tema «Uno in Cristo, uniti nella missione». Dopo l’Anno giubilare, desidero esortarvi a proseguire con gioia il cammino missionario, che richiede cuori unificati in Cristo, comunità riconciliate e, in tutti, disponibilità a collaborare con generosità e fiducia…

Padre santo, fa’ che tutti i membri della Chiesa
siano uniti nella missione, docili allo Spirito Santo,
coraggiosi nel testimoniare il Vangelo,
annunciando e incarnando ogni giorno
il tuo amore fedele per ogni creatura.
Benedici i missionari e le missionarie,
sostienili nella fatica, custodiscili nella speranza!
Maria, Regina delle missioni,
accompagna la nostra opera evangelizzatrice
in ogni angolo della terra: rendici strumenti di pace,
e fa’ che il mondo intero riconosca in Cristo la luce che salva.

(Dal messaggio di Papa Leone per la 100a Giornata Missionaria)

Il primo passo sorprendente di Dio 27/09/2026

IL PRIMO PASSO SORPRENDENTE DI DIO

Andando in chiesa, noi vogliamo rispondere positivamente al Signore che ci chiama e ci propone la sua volontà… una volontà che Egli ci rivela attraverso la Parola e la Vita di suo Figlio Gesù, che per noi non ha avuto paura di farsi uomo e di morire in croce.
Comprendiamo allora che, se vogliamo veramente imitare Gesù non possiamo limitarci ad un incontro di preghiera: dobbiamo corrispondere alla volontà del Padre con tutta la nostra vita, rinunciando decisamente a tutto ciò che ci impedisce un rapporto di amore con Dio e con i fratelli.
Rilevanti non siamo noi né le nostre azioni, perché l’Evangelo non è una morale da mettere in pratica. È invece l’annuncio sempre rinnovato della gioiosa noti­zia di ciò che Dio ha fatto e fa per noi. La vera domanda non è pertanto come comportarci, ma come si com­porta Dio. E il suo è un atteggiamento sorprendente: lo “vediamo” rivelato dall’incondizionata acco­glienza che Gesù riservò ai pubblicani e alle prostitute: questa è ciò che li ha trasformati. Perché in quel gesto hanno sperimentato che, inaspettatamente e gratuitamente, il loro fallimento, la loro rivolta, la loro vita disordi­nata o disonesta – di cui erano ben coscienti – non veniva condannata, ma era accolta per ciò che era: una sofferenza.
Scopriamo allora che il nostro “sì” trova il suo senso vero non già quando lo compren­diamo come ciò che dobbiamo fare per piacere a Dio, ma come la nostra risposta stupefatta all’amo­re e all’accoglienza che Dio ci ha riservato prima che noi glieli chiedessimo. Il nostro “sì” non è stato il primo passo che ci per­metteva di aspettare da Dio una sua risposta; è stato invece la nostra risposta al primo passo compiuto da Dio nei nostri con­fronti, la nostra risposta al suo amore.
Non dobbiamo aver paura di non farcela: Gesù stesso si dona a noi nell’Eucaristia come Parola che ci guida e come Pane che sostiene le nostre forze.

Una gratuità che (ci) sconvolge 20/09/2026

UNA GRATUITÀ CHE (CI) SCONVOLGE

Forse siamo ancora perplessi e pensosi di fronte al messaggio di Domenica scorsa, che ci invitava alla misericordia e al perdono senza misura… ma il Signore non ha mai finito di stupirci: ogni settimana ci raggiunge per rivelarci il suo amore sconfinato e paradossale…
E, in fondo, non dobbiamo proprio ammettere che anche il nostro essere discepoli di Gesù, è un dono che abbiamo ricevuto
, più che il frutto del nostro impegno e della nostra bravura?
Se ci pensiamo bene dobbiamo riconoscere che è stato lui a venirci a chiamare, e che magari ha dovuto ripetere l’invito tante volte, ma non si stanca mai e ci fa partecipare alla sua vita e alla sua gioia insieme agli altri, anche se siamo gli ultimi…
Ad ogni Eucaristia Egli ci raccoglie, chiamandoci dalle situazioni più diverse, per farci condividere la sua festa, attorno al suo Figlio che si offre, gratuitamente, Parola e Pane per la nostra vita.
Come il padrone di casa che dà ai lavoratori della prima ora il denaro pattuito, Dio Padre non viene meno alle esigenze della giustizia, ma nella sua condiscendenza – nel suo chinarsi compassionevole verso la nostra umana fragilità – sa leggere i nostri cuori e risponde al nostro anelito con il suo amore, con le sue misericordie. Questa misericordia, questo dono, questa gratuità immeritata, manifestano che l’agire di Dio è sempre eccedenza: paradossale dilatazione della giustizia, folle superamento della proporzionalità, sbilanciato movimento oltre il giusto contrattuale. Come il padrone della vigna, il Signore ci versa “nel grembo una misura buona, pigiata, colma e traboccante” (Lc 6,38), con una sovrabbondanza che raggiunge tutti, anche chi ai nostri occhi non ne è degno.

Spezzare la catena dell’odio 13/09/2026

SPEZZARE LA CATENA DELL’ODIO

Ogni volta che andiamo in chiesa e ci raduniamo per l’Eucaristia domenicale dovremmo ricordarci che ciò che stiamo per vivere è dono di Dio; anzi, visto che è un dono grande e immeritato, possiamo considerarlo un “dono moltiplicato”, esagerato:… un “per-dono“.
“Per-donare“, infatti, è lo stile di Dio, che non insiste nel valutare i meriti delle persone e non continua a rinfacciare le mancanze: Egli è preoccupato non tanto dei nostri peccati, ma piuttosto della nostra conversione e della nostra salvezza.
Un Dio così grande e così sorprendente nell’amore ci riempie di consolazione e di speranza, ma ci impegna anche a saper imitare nella nostra vita di tutti i giorni il suo amore misericordioso e accogliente, perché la “Comunione” al Corpo e Sangue di Cristo trovi la sua conferma nella “comunione” quotidiana con i fratelli!
Il perdono delle offese e l’amore verso i nemici costituiscono una delle caratteristiche più vistose e più nuove della morale evangelica. Ma, come spesso capita, quanto più grande è l’esigenza, quanto più alta è la mèta indicata, tanto più meschina e povera appare la realizzazione nella vita pratica.
L’iniziativa della riconciliazione viene da Dio, e la Chiesa e i cristiani devono essere gli operatori della pace nel mondo, devono creare un clima di riconciliazione, di perdono, di incontro, di fraternità in tutti i settori e a tutti i livelli, da quello internazionale fino alle piccole relazioni di vicinato e di lavoro, tra gli sposi, tra i figli, nei rapporti tra lavoratori e datori di lavoro, tra poveri e ricchi. Non c’è relazione umana, per piccola che sia, che non possa trovare un miglioramento attraverso la riconciliazione e il perdono. La spirale della violenza invoca l’amore cristiano, di cui un momento importante è il perdono. Solo con l’amore è possibile formare una comunità, anche quella nazionale.

Essere cristiani… scomodi e scomodanti! 30/08/2026

ESSERE CRISTIANI…
SCOMODI E SCOMODANTI !

Ogni Domenica ci ritroviamo in chiesa perché, in fondo in fondo, sentiamo che non possiamo fare a meno di Dio…!
Il suo stile è strano… le sue proposte molto esigenti… a volte ci sembra che ci lasci da soli… altre volte proprio non riusciamo a capire cosa vuole da noi… però senza di lui la nostra vita non ha senso e abbiamo bisogno della sua compagnia: non possiamo fare a meno di riascoltare la sua Parola e di ricevere il Pane che lui spezza per noi…! Anche se ascoltarlo richiede attenzione, se nutrirci del suo Pane esige il condividere la sua volontà, noi sappiamo che, nonostante la croce che Egli non ci nasconde e a volte ci fa paura, Egli è il Dio della vita e solo continuando ad essere sua Famiglia saremo veramente liberi, felici, in pace!
All’inizio delle nostre settimane ci riuniamo non come in una riunione mondana, per scambiarci sorrisi e complimenti… non come in una riunione sindacale o politica, per sostenerci nella difesa dei nostri interessi o del nostro comune progetto sociale… la Domenica noi siamo riuniti nel nome del Signore nostro Gesù, vivo in mezzo a noi!
Questo non elimina le nostre differenze, non sfuma i nostri eventuali problemi, ma illumina la verità del nostro essere chiamati a camminare insieme, responsabili gli uni degli altri, avendo verso l’altro un debito di amore che ci impegna ad essergli fratello.
Il Signore Gesù ci guida con la luce della sua Parola e con la forza del Pane che spezza per noi: è la scuola dell’amore gratuito e generoso alla quale siamo convocati ogni Domenica nell’esperienza antica ma sempre nuova dell’Eucaristia!

Nutriti ogni domenica 16/08/2026

NUTRITI OGNI DOMENICA
PER ESSERE CAPACI
DI SUPERARE CONFINI LIMITANTI

Ogni Domenica, Pasqua della settimana, Dio Padre ci raccoglie attorno alla stessa “tavola” e spezza per noi il pane fragrante della sua Parola e del Corpo e Sangue del suo Figlio…
È un appuntamento al quale ormai ci siamo abituati e che rischiamo di vivere con superficialità, senza renderci conto della esperienza preziosa e speciale che stiamo per fare; inoltre facciamo fatica a capire che Dio ci chiama non perché siamo i migliori o i più buoni, ma proprio perché, attraverso di noi vuole raggiungere e invitare alla sua festa tutti gli uomini nostri fratelli, a partire da quelli che vivono nel nostro stesso paese e per tanti motivi non si ritrovano con noi…
Cerchiamo allora di vivere l’Eucaristia con fede semplice e attenta, col desiderio di condividere il dono che Dio Padre fa a noi con i fratelli che incontreremo fuori di chiesa…
Nel nostro appuntamento domenicale, il Signore Gesù ci raccoglie attorno a sé come suoi discepoli e ci chiede: “Voi, chi dite che io sia?”…
Non si accontenta di risposte generiche, superficiali… Gesù vuole che prendiamo posizione, che ci decidiamo per lui.
La risposta sarà più facile se avremo l’umiltà di darla insieme, come fratelli, come Chiesa: allora l’Eucaristia che celebriamo diventa il nostro riconoscere Gesù come colui che tutto il mondo attende quale liberatore e salvatore; nell’Eucaristia lo accogliamo come il pane vivo disceso dal cielo, per sfamare tutti gli uomini; nell’Eucaristia noi lo riconosciamo come il centro delle nostre speranze!

Gesù coinvolge noi, suoi discepoli 02/08/2026

GESÙ COINVOLGE NOI, SUOI DISCEPOLI,
AFFINCHÈ LA VITA SIA ABBONDANTE
PER TUTTI!

Il Signore non è indifferente ai nostri sforzi di cercarlo e di seguirlo… e si muove a compassione per le nostre debolezze e i nostri bisogni…
Egli sa che abbiamo bisogno di alimentare le nostre forze, di rinvigorire le nostre energie, perché il cammino a questo mondo non è facile per nessuno, e per qualcuno è particolarmente duro e faticoso…
Ogni Domenica ci invita a sederci attorno a lui, per ascoltare la sua Parola e per nutrirci del suo Pane di Vita; ma questa esperienza che ripetiamo ogni settimana deve diventare stimolo a mettere a disposizione anche noi quello che siamo e che abbiamo, perché il nostro poco, moltiplicato dal suo amore, contribuisca a saziare chi, accanto a noi, è nel bisogno.
Nonostante la calura estiva e il clima vacanziero ci ritroviamo per celebrare il Signore risorto, sentendoci sua comunità, famiglia radunata nel suo nome.
Lasciandoci accompagnare dalla liturgia, entriamo nel mistero della presenza del Padre, che ci soccorre nelle ore più difficili e ci permette di passare dalla angoscia alla fiducia… e spesso non interviene con segni straordinari ma si fa presente con semplicità e delicatezza.
In tutte le nostre celebrazioni noi abbiamo la possibilità di incontrarci con lui se sapremo scoprire la presenza del suo Figlio nei segni poveri e umili della Parola, del Pane e della nostra assemblea, riunita nel suo nome!

Capaci di imitare la pazienza di Dio 19/7/2026

CAPACI DI IMITARE LA PAZIENZA DI DIO

Quante volte ci ritroviamo a considerare il male che c’è nel mondo: violenze, sopraffazioni, ingiustizie, falsità… e molto spesso siamo tentati di ricorrere alla forza, di invocare metodi duri, interventi decisi…
Tutta la nostra sicurezza, però, va in crisi quando ci accorgiamo che il confine tra bene e male non passa fuori di noi, ma attraversa la nostra stessa vita, e anche noi, mentre desideriamo il bene, ci ritroviamo a fare il male…
Ecco perché siamo invitati a imparare da Dio, che non sconfigge il male con la prepotenza ma usa la pazienza e la misericordia, poiché non si preoccupa tanto di eliminare il peccato quanto piuttosto di salvare il peccatore.
Celebrare l’Eucaristia, allora, significa ascoltare la  Parola di Dio e nutrirci del suo Pane di Vita per  essere come lui, pazienti e misericordiosi: sarà questo stile di vita a cambiare il mondo, con umiltà e semplicità ma con efficacia e verità.
Possiamo provare, come esorta l’apostolo, a non lasciarci “vincere dal male”, ma a vincere “il male con il bene” (cf. Rm 12,21).
E chi di noi, poco o tanto, non è inquieto? Chi di noi non è alla ricerca del bene e del meglio? Tutta la nostra vita è un insistente cercare, un continuo scoprire persone, cose, realtà nuove…
Il problema è che mettiamo tutto sullo stesso piano, senza capire ciò che ha più importanza e ciò che ne ha meno… e ci illudiamo di trovare il senso della nostra vita in esperienze sempre nuove, in continui tentativi…
È per questo che Gesù ci raccoglie, con pazienza e ostinazione, ogni Domenica, attorno a sé per aiutarci a capire che la cosa più importante nella nostra vita è essere in comunione con Dio e realizzare la sua volontà: è questo l’unico e vero “tesoro”, l’autentica “fortuna” da cercare con tutto noi stessi!

Bene – dicenti 5/7/2026

BENE-DICENTI
DI FRONTE ALLA REALTÀ DELLA VITA
E GENEROSAMENTE GRATUITI

Chi di noi non si sente, poco o tanto, “stanco e sfinito”, “affaticato e oppresso”?!?
Risuonano anche per noi, allora, le parole di Gesù: “Venite a me!“: egli ci raccoglie attorno a sé nell’assemblea domenicale per farci capire che la stanchezza e l’oppressione dipendono dalla nostra presunzione di poter governare la vita con le nostre forze e le nostre strategie, e invece il segreto della vita è AVERE FIDUCIA IN DIO, riconoscerlo come unico Signore della nostra esistenza e affidarci alla sua volontà.
Celebrare l’Eucaristia, in fondo, vuol dire proprio ripetere il grido di gioia di Gesù: “TI RENDIAMO GRAZIE, PADRE, PERCHÈ HAI RIVELATO QUESTE COSE AI PICCOLI!“.
Continua in queste Domeniche del Tempo Ordinario l’occasione per capire cosa significa e cosa comporta essere discepoli di Gesù, per tradurlo poi nella “ordinarietà”, nella quotidianità della nostra vita.
Se Domenica 5 luglio veniamo provocati dal paradosso di un re umile e pacifico che intende farci riscoprire la fiducia in Dio, Domenica 12 luglio restiamo sorpresi dal controsenso di un Dio che è talmente preoccupato di farsi conoscere agli uomini che semina la sua Parola con abbondanza, senza misura e senza fare differenze: il nostro Dio è un Padre innamorato dei suoi figli e che non perde occasione per manifestarsi a loro!
Il Dio della fede parla innanzi tutto nell’evento, cioè attraverso la storia, la vita vissuta del Popolo di Dio, imbarcato nell’unica avventura degli uomini.