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Lasciamoci toccare da Gesù 11/02/2024

LASCIAMOCI TOCCARE DA GESU’

11 Febbraio 2024

Il Giorno del Signore ci vede riuniti ancora una volta per l’Eucaristia domenicale: nella Parola che ascolteremo e nel Pane spezzato che condivideremo Dio si fa vicino alle nostre infermità, per liberarci da tutto ciò che deturpa in noi la sua immagine, a somiglianza della quale noi siamo stati creati.
Tutti noi abbiamo bisogno di essere abbracciati, accarezzati e toccati: il cuore può morire se non incontra l’altro! Di fronte ad un lebbroso, che lo supplica in ginocchio, Gesù prova “compassione”!
Ed è proprio commovente l’incontro tra quest’uomo e Gesù: che bello sapere che Dio non si ritrae di fronte alle nostre miserie, anche quando sono ributtanti. Le parole del lebbroso, in ginocchio: “Se vuoi, puoi purificarmi” sono umili, sommesse…
Gesù risponde “ Lo voglio, sii purificato!”… lo toccò e la lebbra scomparve.
Dio vuole figli guariti, felici: per Gesù prima c’è la persona! Dove c’è il dolore, la sofferenza, la malattia, Gesù viene per sanare e guarire. Le nostre povertà, i nostri limiti, i nostri peccati non sono un ostacolo, ma diventano la porta d’accesso all’amore di Dio.
Non conosciamo i modi in cui Dio è guarigione, non conosciamo i tempi ma Lui è e sarà al nostro fianco, per aiutarci, sostenerci. L’amore salva: quando si è amati si può credere in noi stessi.

Questa settimana la Comunità cristiana
entrerà nel TEMPO DI QUARESIMA:
i quaranta giorni che ci permettono di giungere
a celebrare la Pasqua
come l’esperienza irrinunciabile
di essere ri-alzati (ri-sorti) da Dio, che ci vuole
pienamente vivi nella inestimabile dignità di suoi figli.

Mercoledì 14 DELLE CENERI:
inizia il Tempo santo di Quaresima
Giorno di digiuno (rinuncia ad uno dei pasti principali) e astinenza dalle carni e dagli altri cibi particolarmente desiderati o costosi.

Sensibili al dolore 4/02/2024

SENSIBILI AL DOLORE

4 Febbraio 2024

Ciascuno di noi vorrebbe riuscire a dimenticarsi di tutti i problemi e a divertirsi… la liturgia di oggi, invece, ci invita ad affrontare proprio il mistero della sofferenza e del dolore…
Non è perché Dio si diverte a “rovinarci la festa…” e neanche perché il cristiano non possa divertirsi e debba sempre avere il “muso duro”…
Anzi, Gesù si preoccupa della sofferenza che piaga, umilia, offende l’essere umano: egli è venuto proprio per liberarci da tutto ciò che ci rende tristi e ci fa soffrire! Noi siamo qui per ringraziare il Padre per averci dato suo Figlio che ci ha salvato con la sua morte e risurrezione; ma siamo qui anche per imparare da lui a prenderci cura di chi soffre, convinti che saremo tutti più realizzati e più felici se dentro di noi e attorno a noi il dolore e la sofferenza saranno sconfitti dalla nostra premura e dalla nostra solidarietà. La mano di Gesù ci sfiora ogni giorno, quando una parola, un incontro, una telefonata, un messaggio… riaccendono la speranza.
Gesù ci insegna, inoltre, che la preghiera è il momento in cui ci fermiamo per cogliere il senso del nostro vivere e capire le scelte che siamo chiamati a fare: il Padre sa già ciò di cui abbiamo bisogno… ma dobbiamo abbandonarci a Lui!


Con questo spirito viviamo la GIORNATA PER LA VITA!
Abbiamo bisogno di riconfermare il valore fondamentale della vita, di riscoprire e tutelare le primarie relazioni tra le persone, in particolare quelle familiari, che hanno nella dinamica del dono il loro carattere peculiare e insostituibile per la crescita della persona e lo sviluppo della società.

Vieni, Signore in mezzo a noi 28/01/2024

VIENI, SIGNORE, IN MEZZO A NOI
E FA’ TACERE IL MALE CHE CI CONDIZIONA

28 Gennaio 2024

La storia della salvezza è storia di Dio che parla con il suo popolo! e Gesù, all’inizio della sua vita pubblica, giunto a Cafarnao, entra subito nella sinagoga e insegna. Vi è in Gesù una forza interiore che lo spinge ad insegnare: a “parlare” del Padre agli uomini e alle donne che incontra, ai quali lui si fa “prossimo” con la sua missione…!
L’Evangelista Marco ci fa osservare la reazione di chi lo ascolta che è di stupore, di meraviglia, di sorpresa, poiché l’insegnamento di Gesù porta in sé le qualità della Parola di Dio.
La Parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino a dividere anima e spirito, scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (Eb 4,12-13).
Gesù insegna una Parola viva capace di dare vita, una parola efficace che genera e trasforma chi l’ascolta, una parola penetrante che raggiunge l’intimo della persona, una parola che va diritta al cuore e porta l’ascoltatore a scrutare i propri sentimenti, gli affetti, le emozioni.
Con l’ordine perentorio “Taci” la Parola di Dio mette a tacere il male: il male che c’è fuori di noi e tante volte sembra assediarci… ma anche il male che c’è dentro di noi e ci “possiede”, impedendoci di amare liberamente…!
Questo incontro con l’amore di Dio non può esaurirsi in una esperienza individuale: il Signore ci manda nel mondo come “profeti”, capaci di testimoniare agli altri ciò che Lui ha fatto per noi e premurosi nel promuovere la libertà, la giustizia e l’amore nel mondo!

2024: ANNO DELLA PREGHIERA IN PREPARAZIONE AL GIUBILEO

«Mi rallegra pensare che si potrà dedicare l’anno precedente l’evento giubilare, il 2024, a una grande “sinfonia” di preghiera. Anzitutto per recuperare il desiderio di stare alla presenza del Signore, ascoltarlo e adorarlo» (Papa Francesco).
In preparazione al Giubileo del 2025 siamo dunque spronati e messi nella condizione di promuovere la centralità della preghiera, comunitaria e individuale, nella vita della Chiesa e del credente. Come Unità Pastorale ci impegniamo a trovare le proposte più efficaci per realizzare questo impegno!

Che cosa cercate? 14/01/2024

CHE COSA CERCATE ?

14 Gennaio 2024

Sono le prime parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni (1,38) e costituiscono ancor oggi la prima domanda rivolta a chiunque vuole mettersi al seguito di Gesù.
Una fede che nasce senza ricerca è una fede nata morta: un trascinarsi passivamente e fiaccamente dietro ad una tradizione, ad una abitudine… a qualcosa che “si è sempre fatto così…
Chi decide in cuor suo di seguire il Signore è uno che cerca qualcosa… o meglio: Qualcuno!
Al seguito di Gesù matureranno i rapporti umani, i legami di conoscenza autentica, una condivisione quotidiana della vita, una fraternità realmente vissuta.
Seguire Gesù per “dimorare” insieme, per vivere una vita insieme, per condividere il destino.
Gesù, come ha risposto ai primi discepoli, ci dice: “Venite e vedrete!”. È un invito, un impegno e una promessa.
I primi discepoli andarono e videro dove Gesù dimorava e… rimasero con Lui.
Queste semplici parole racchiudono tutto il senso della vita cristiana: andare con Gesù, dimorare dove Lui abita e rimanere con Lui.
Nessuna adesione è esente da cadute e contraddizioni, ma il Signore è fedele e il suo amore non viene meno: possiamo contare su di Lui!
Per riconoscere Dio che passa non basta guardare, occorre fissare lo sguardo, fermarsi lungamente.
Signore, vienici incontro e ti seguiremo !

Cieli aperti per un dialogo d’amore 07/01/2024

CIELI APERTI PER UN DIALOGO D’AMORE

7 Gennaio 2024

La Festa del Battesimo di Gesù, che segna la conclusione del Tempo di Natale e l’inizio del Tempo Ordinario, continua il senso dell’Epifania, cioè vuole aiutarci a riconoscere il Signore che si “manifesta”: in particolare siamo invitati a riconoscere che Dio ci è Padre e che essere cristiani ci impegna a vivere da suoi figli, nello stile dell’umiltà e della benevolenza praticato da Cristo.
Seguiamo Gesù sulle rive del Giordano dove, prima di iniziare la sua missione, si mette in fila con i peccatori, tra un popolo che cerca Dio riconoscendo il loro bisogno di conversione. Il Figlio di Dio continua il suo cammino di svuotamento per divenire totalmente figlio dell’uomo, che carica sulle sue spalle il peccato del mondo. E così i cieli si aprono e Dio ritorna a parlare con l’uomo.
Chi non crede pensa che il cielo sia vuoto e Dio lontano, se c’è…
I credenti pensano che il cielo sia abitato…
I cristiani credono che il cielo si sia aperto e Dio si sia fatto vicino nel suo Figlio.
Poiché abbiamo ascoltato la sua voce, voce amorosa di un Padre che rivela il Figlio, osiamo dire: Padre nostro…!
Padre d’immensa gloria,
tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo
il tuo Verbo fatto uomo,
e lo hai stabilito luce del mondo
e alleanza di pace per tutti i popoli:
concedi a noi che oggi celebriamo
il mistero del suo battesimo nel Giordano,
di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto,
in cui il tuo amore si compiace.

Capaci di fare famiglia! 31/12/2023

CAPACI DI FARE FAMIGLIA!

31 Dicembre 2023

La Parola di Dio oggi ci presenta anzitutto il patriarca Abramo che forma una famiglia con la moglie Sara e l’Evangelista Luca ci fa conoscere la famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe… una famiglia molto simile alle nostre: i problemi sono concreti: povertà, emigrazione, disagi, incomprensioni.
Gesù nasce in una vera famiglia: nasce da una donna e trova un uomo che lo accudisce come padre… insieme lo allevano, lo educano e lo avviano alla vita. Non nasce nel palazzo di un re, ma in una famiglia del popolo, nella casa di un artigiano.
La Chiesa, contemplando la Santa Famiglia, ci invita a pregare e a riflettere a partire dalle nostre famiglie: quante problematiche e quante prove ci sono anche oggi.
Molti giovani hanno paura di impegnarsi: non credono nella possibilità del vero amore e della continuità dei sentimenti.
Come trovare il modo di dire loro che la famiglia è possibile, che siamo capaci di un amore fedele e gratuito, se mettiamo in campo la voglia di impegnarci in due per un’avventura che deve essere confermata e vissuta ogni giorno?
Sarà un amore capace di trasformarsi, con il tempo, in vera accettazione reciproca, in sostegno, in un atteggiamento di benevolenza e pazienza verso l’altro, bisognoso di tutti e due per realizzarsi.
La Famiglia di Nazareth, allora, diventa punto di riferimento per ogni nostra famiglia, ma anche per lo stile “familiare” che Dio ci chiede di costruire e diffondere nella comunità cristiana e nella società.

Il Signore è con noi 24/12/2023

“Il Signore é con noi!”

24 Dicembre 2023

Il saluto che ci accoglie ad ogni celebrazione non è solo un augurio, ma è una realtà: il Signore è con noi, con ciascuno di noi e con la nostra Comunità!
È veramente l’Emmanuele, il Dio-con-noi!
Renderci conto di questa presenza, di questa compagnia non può che riempirci di consolazione e di pace…
ma se ci pensiamo meglio, forse nasce in noi anche un po’ di timore, proprio come è successo a Maria il giorno della annunciazione: cosa vorrà da me questo Dio che prende l’iniziativa e mi viene incontro?
Ed è così che scopriamo che Dio vuole la nostra collaborazione per salvare il mondo; vuole la nostra disponibilità per poter nascere ancora in mezzo agli uomini; chiede a ciascuno di noi di diventare “grembo” accogliente in cui egli possa ancora venire al mondo per essere la luce degli uomini.
Se questo ci spaventa e ci inquieta, Egli ci ripete, come a Maria: Non temere! Nulla è impossibile a Dio.
Per noi “Natale” non è un “giocare a Cristo che nasce”, una nostalgia del passato, un moto di sentimenti; non siamo gli spettatori di una sacra rappresentazione, ma prendiamo parte ad un mistero: viviamo l’intervento di Dio in nostro favore.
Partecipare all’Eucaristia in questi giorni di festa e poi ogni Domenica significa partecipare in modo sacramentale al “mirabile scambio” che ci ha redenti; vuol dire assumere un nuovo stile di vita: la vita dei figli di Dio, che con i fatti della loro buona volontà, e non solo a parole, danno “gloria a Dio e pace agli uomini”. 

Siate sempre lieti! 17/12/2023

SIATE SEMPRE LIETI !

17 Dicembre 2023

Fratelli, siate sempre lieti,
pregate ininterrottamente,
in ogni cosa rendete grazie!” (dalla seconda lettura: 1 Ts 5,16-24)
Non può capire e vivere l’Avvento chi non attende il Signore, chi è stordito e distratto dalla preoccupazione per sè stesso; ma nemmeno chi ha paura ed è nella disperazione è entrato nello spirito dell’Avvento, perché sapere che il Signore è vicino, anzi è già in mezzo a noi, non può che riempirci di gioia, di consolazione e di pace.
Questa terza Domenica del nostro cammino verso il Signore che viene, vuole essere proprio un invito insistente e caloroso alla gioia; una gioia, però, che non è ingenua e superficiale, ma conosce la virtù della pazienza, che sa sperare senza scoraggiarsi, e senza false scuse sa portare quei frutti di carità e di giustizia che sono la vera liberazione attesa da tanti fratelli, vicini e lontani da noi, per i quali la nostra gioiosa speranza deve essere veramente un “vangelo”, una buona notizia.
A noi credenti è affidata la missione di essere testimoni non del male e di tutto ciò che non va nel mondo in cui viviamo, ma testimoni di speranza e di futuro, testimoni di un Dio innamorato dell’umanità e presente in mezzo a noi.
Gesù è nato povero, è nato tra i poveri, per portare un messaggio di speranza e di consolazione.
Andiamogli incontro con la nostra fede, non vergogniamoci di dichiarare la nostra speranza e disponiamoci ad accoglierlo con la carità concreta verso gli altri.

Preparare la via 10/12/2023

PREPARARE LA VIA

10 Dicembre 2023

La profezia di Isaia che ci raggiunge in questa seconda Domenica di Avvento è ambientata in un luogo desertico… il deserto è esperienza di esodo, di viaggi senza sicurezze e garanzie, luogo di prova, di speranza, nella fatica del cammino…
Per noi, oggi, “fare deserto” significa che il silenzio abbia il primato e la prevalenza sul “rumore” delle nostre idee, per ascoltare una Voce che ci pro-voca, per ripensare le nostre scelte, la nostra vita…!
Ma non possiamo non pensare ai tanti – donne, uomini, bambini – che attraversano effettivamente dei deserti, in viaggi che spesso durano mesi e anni, alla ricerca di un luogo dove abitare e vivere… oppure in esperienze di sofferenza e di dolore che sembrano interminabili…
Giovanni il Battista ci invita a “preparare la via del Signore”…! … tocca a noi prepararla percorrendola con Lui, consapevoli che la via si fa con l’andare e il cammino si fa camminando…! … tocca a noi “rendere diritti i suoi sentieri”, sentieri che abbiamo interrotto, reso tortuosi, impraticabili, talvolta sbarrati. Siamo uomini fatti per andare avanti, per incontrare Qualcuno. Ma “chi” aspettiamo? Quali sono i desideri che riempiono la nostra vita? Cosa ci manca? E, soprattutto “Chi ci manca?”
La liturgia dell’Avvento ci dice che Dio viene, giorno per giorno, continuamente… ci aiuta, ci scuote, ci apre gli occhi, è alla porta della nostra casa… ci porta una lieta notizia: è Lui che può veramente offrirci la gioia, la fiducia, la felicità, la serenità!

Egli è Venuto! Viene! Verrà! 3/12/2023

EGLI E’ VENUTO! VIENE! VERRA’!

3 Dicembre 2023

Ogni uomo, grazie alla fantasia, alla creatività e al pensiero è proiettato verso il futuro. Se ci guardiamo attorno, saremmo tentati di lasciarci afferrare dal pessimismo, dall’angoscia, dalla paura..
Il Profeta Isaia ci invita ad invocare il nostro Dio perché noi non siamo capaci di salvarci da soli”.
Forse siamo stati distratti, non abbiamo vegliato, non l’abbiamo atteso, abbiamo preso sonno. Ma non è così. Dio viene e continua ad amare il mondo. Niente è impossibile!
L’attesa del padrone di casa che sta per tornare è quella di un ospite che porta bontà e misericordia, giustizia e dignità.
Dobbiamo stare svegli allontanando la paura, il timore, l’angoscia.
Ora è nuovamente Avvento e il nostro Dio ci verrà incontro, si renderà visibile, scenderà tra noi poter stare con noi.
Proviamo a fissare lo sguardo del nostro cuore su Gesù Maestro:
è lui il Figlio di Dio che si è fatto uomo 2000 anni fa;
è lui il Signore della storia che porterà a compimento il Regno del Padre alla fine dei tempi;
è lui il Compagno di viaggio che ci chiede di essere riconosciuto ogni giorno nella vita della Chiesa e nel fratello che ci vive accanto.

Tempo di Avvento

Si tratta di un Tempo che invita «ad alzare lo sguardo e ad aprire il cuore per accogliere Gesù», ha spiegato papa Francesco. E aveva aggiunto: «In queste quattro settimane siamo chiamati a uscire da un modo di vivere rassegnato e abitudinario, e ad uscire alimentando speranze, alimentando sogni per un futuro nuovo».
All’inizio del nuovo anno liturgico siamo invitati ad attendere il Signore positivamente, egli viene certamente, prepariamoci a questo incontro! Siamo chiamati a:
1) dedicare tempo al Signore (a cominciare dall’ascolto della Parola)
2) dedicare tempo a noi stessi (riflettere, leggere, discernere).
3) dedicare tempo alla carità verso i fratelli più soli e feriti.