Archivi categoria: Riflessione

Una comunità che continua lo stile di Cristo 3/05/2026

UNA COMUNITA’ CHE CONTINUA LO STILE DI CRISTO

Condizione essenziale per continuare la missione di Cristo è crescere compatti attorno a lui come pietre vive (seconda lettura); è «compiere le sue opere» (Vangelo). Di ciò abbiamo una conferma nella vita e nella catechesi della comunità primitiva: sullo sfondo della elezione dei sette «diaconi» si profila una situazione di contrasto fra cristiani appartenenti a due gruppi diversi per mentalità, lingua, tradizioni, cultura; si avverte la presenza di forze e tendenze diverse che già si delineavano in seno alla Chiesa delle origini. La soluzione di queste tensioni viene cercata in una linea di equilibrio e di riorganizzazione della Chiesa, per un più efficace servizio dei fratelli: la comunità, mentre cresce per il moltiplicarsi del «numero dei discepoli», incomincia anche, sotto la guida dello Spirito, a differenziarsi in ministeri diversi. Tutti sono pietre vive impiegate per la costruzione del medesimo edificio spirituale!
Celebrare l’Eucaristia diventa allora entrare davvero — per Cristo, con Cristo e in Cristo — nella comunione di vita con il Padre; essere nel Padre come Gesù (cf Vangelo).
Compatta in questa comunione, l’assemblea liturgica si presenta al tempo stesso come una comunità articolata e strutturata in varietà di funzioni e ministeri: non soltanto il servizio della presidenza, ma anche il servizio dei lettori, dei commentatori e dei ministranti, il servizio dell’accoglienza e della carità, il servizio dei cantori…
Con piena verità dunque, tutta l’assemblea e ciascuno all’interno di essa, può associarsi alla preghiera di chi presiede: «Ti offriamo… ti rendiamo grazie per averci concesso di stare alla tua presenza per compiere il servizio sacerdotale»!

Un ascolto che genera futuro 26/04/2025

UN ASCOLTO CHE GENERA FUTURO

Guidati e custoditi da Gesù Risorto, celebriamo nella IV Domenica di Pasqua, detta “Domenica del buon Pastore”, la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.
Come ci ha insegnato il Giubileo della Speranza, occorre coltivare una fiducia ferma e stabile nelle promesse di Dio, senza cedere mai alla disperazione, superando paure e incertezze, certi che il Risorto non ci abbandona nelle ore più buie, ma viene a diradare con la sua luce tutte le nostre tenebre.
Come tra la vite e i tralci (cfr Gv 15,1-8), così tutta la nostra esistenza deve costituirsi in un legame forte ed essenziale con il Signore: una risposta sempre più piena alla sua chiamata, attraverso le prove e le necessarie potature.
I “luoghi” dove si manifesta maggiormente la volontà di Dio e si fa esperienza del suo amore sono spesso i legami autentici e fraterni che siamo capaci di instaurare nel corso della nostra vita: quanto è prezioso avere una valida guida spirituale o un amico saggio che accompagni la scoperta e lo sviluppo della nostra vocazione!
Vocazione”, dunque, non è un possesso immediato, qualcosa di “dato” una volta per tutte: è piuttosto un cammino che si sviluppa analogamente alla vita umana, in cui il dono ricevuto, oltre ad essere custodito, deve nutrirsi di un rapporto quotidiano con Dio per poter crescere e portare frutto: nulla è risultato di un caos senza senso! Al contrario tutto può essere inserito in un cammino di risposta al Signore, che ha un progetto stupendo per noi.
Cari fratelli e sorelle, carissimi giovani, vi incoraggio a coltivare la vostra relazione personale con Dio attraverso la preghiera quotidiana e la meditazione della Parola. Fermatevi, ascoltate, affidatevi: in questo modo, il dono della vostra vocazione maturerà, vi renderà felici e porterà frutti per la Chiesa e per il mondo.
La Vergine Maria, modello di accoglienza interiore del dono divino vi accompagni sempre in questo cammino!

Papa LEONE il 16 marzo 2026

Saper spezzare il pane: la terapia della speranza! 19/04/2026

SAPER SPEZZARE IL PANE:
LA TERAPIA DELLA SPERANZA!

Gesù ripete per i due discepoli di Emmaus il gesto-cardine di ogni Eucaristia: prende il pane, lo benedice, lo spezza e lo dà. In questa serie di gesti, non c’è forse tutta la storia di Gesù? E non c’è, in ogni Eucaristia, anche il segno di che cosa dev’essere la Chiesa? Gesù ci prende, ci benedice, “spezza” la nostra vita – perché non c’è amore senza sacrificio – e la offre agli altri, la offre a tutti.
È un incontro rapido, quello di Gesù con i due discepoli di Emmaus. Però in esso c’è tutto il destino della Chiesa. Ci racconta che la Comunità cristiana non sta rinchiusa in una cittadella fortificata, ma cammina nel suo ambiente più vitale, vale a dire la strada. E lì incontra le persone, con le loro speranze e le loro delusioni, a volte pesanti. La Chiesa ascolta le storie di tutti, come emergono dallo scrigno della coscienza personale; per poi offrire la Parola di vita, la testimonianza dell’amore, amore fedele fino alla fine. E allora il cuore delle persone torna ad ardere di speranza.
Tutti noi, nella nostra vita, abbiamo avuto momenti difficili, bui; momenti nei quali camminavamo tristi, pensierosi, senza orizzonti, soltanto un muro davanti. E Gesù sempre è accanto a noi per darci la speranza, per riscaldarci il cuore e dire: “Vai avanti: io sono con te. Vai avanti!”. Il segreto della strada che conduce a Emmaus è tutto qui: anche attraverso le apparenze contrarie, noi continuiamo ad essere amati, e Dio non smetterà mai di volerci bene. Dio camminerà con noi sempre, sempre, anche nei momenti più dolorosi, anche nei momenti più brutti, anche nei momenti della sconfitta: lì c’è il Signore. E questa è la nostra speranza. Andiamo avanti con questa speranza! Perché Lui è accanto a noi e cammina con noi, sempre!

(Papa Francesco, 24 maggio 2017)

Amare senza vedere 12/04/2026

AMARE SENZA VEDERE

Sono passati “otto giorni” dopo la Pasqua: anche oggi, come allora coi suoi discepoli, Gesù  si fa presente in mezzo a noi e ci comunica il  suo Spirito e la sua pace; anche noi, oggi, possiamo, come Tommaso, inginocchiarci davanti a Gesù per riconoscerlo, con fede, “nostro Signore e nostro Dio”…
Il Vangelo di questa seconda Domenica di Pasqua  (o in Albis), è l’apparizione del Risorto a Tommaso. Fede di chi dubita, fede che è sempre compagna del dubbio, fede che ha bisogno di una verifica pratica, di un impatto anche nella propria carne. Tommaso, detto Didimo, il “gemello”, è un nostro inseparabile fratello.
Tradizionalmente, proverbialmente, è
sinonimo di “diffidente”, colui cui non basta la parola altrui, che ha sempre bisogno di toccare con mano.è una questione anche di amore!
L’amore
non si limita alla visione, alla “contemplazione”, ma vuole essere partecipe, direttamente coinvolto anche nella propria carne. La beatitudine che riassume l’esperienza di Tommaso è: “Beati i non vedenti eppure credenti”. Si può credere senza vedere, proprio perché si può anche amare senza vedere.
Voi amate Gesù, pur senza averlo visto” ci dice S. Pietro nella seconda lettura di oggi… certo: si può amare anche senza vedere, ma si può amare soltanto se la Parola di Dio è seminata, impiantata dentro di noi fino a crescere con noi, a fare corpo con noi, a farci sperimentare quotidianamente il passaggio dalla morte alla risurrezione.
Siamo invitati anche noi a passare dalla paura e dalla rassegnazione, che tengono “al chiuso” la nostra fede, all’entusiasmo e alla gioia, perché l’incontro col Signore risorto non può non cambiare la nostra vita!

Risorti: rimessi in piedi nella piena dignità 05/04/2026

RI-SORTI: RIMESSI IN PIEDI
NELLA PIENA DIGNITA’ DI FIGLI DI DIO
E FRATELLI TRA DI NOI !

In questo concretissimo momento della nostra vita, personale, familiare, sociale e anche dell’Unità Pastorale, come credenti celebriamo la Pasqua del Signore: la vittoria di Cristo sul male e sulla morte attraverso la sua passione, morte e risurrezione.
Ciascuno di noi sa in quali “sepolcri” nascondiamo spesso la nostra vita e da quali situazioni di non-vita dovremmo ri-sorgere, rialzarci, reagendo a tutto ciò che mortifica l’esistenza e la convivenza: nella Pasqua Cristo ci prende per mano e ci aiuta a risollevarci e ci restituisce alla piena dignità di figli di Dio e di fratelli tra noi.
Il Signore non fa mancare la sua luce e la sua forza, affinché il nostro impegno per una vita più bella e più piena porti il suo frutto: la primavera che sta coinvolgendo la natura attorno a noi ci aiuti a scoprire, stupiti e grati, anche le tante gemme di rinnovamento e di speranza che non mancano in un mondo che spesso ci siamo rassegnati a considerare rinsecchito e stanco.
L’annuncio pasquale risuona oggi nella Chiesa: Cristo è risorto, egli vive al di là della morte, è il Signore dei vivi e dei morti!
La Chiesa, nata dalla Pasqua di Cristo, custodisce questo annuncio e lo trasmette in vari modi ad ogni generazione: nei sacramenti lo rende attuale e contemporaneo ad ogni comunità riunita nel nome del Signore; con la propria vita di comunione e di servizio si sforza di testimoniarlo davanti al mondo.
Il modo più autentico di cantare “l’alleluja” pasquale è gridare con la vita che Cristo è risorto e che la Chiesa è il luogo e lo spazio ove si incontra Lui, vivo e presente.

Ecco, a te viene il tuo Re 29/03/2026

ECCO, A TE VIENE IL TUO RE, MITE, SEDUTO SU UNA BESTIA DA SOMA 

Si apre davanti a noi la Settimana Santa:
inizia con l’Osanna dei ragazzi ebrei che vanno incontro a Gesù e si conclude con la notizia inaspettata del mattino di Pasqua.
In mezzo a questi due momenti c’è, però,
un passaggio doloroso che conduce alla Croce.
Non lasciamoci prendere da un entusiasmo di breve durata: che nel nostro cuore ci sia un po’ della fiducia e dell’amore che Gesù dimostra in tutta la sua Passione.
Le celebrazioni di questa settimana non possono che far sorgere in noi la speranza…non poggia su di noi, sulle nostre presunte bravure, sulla nostra forza: poggia sull’amore di Dio.

Sta qui la nostra speranza: Dio è fedele ed è il Vivente!
Gesù accoglie e lascia fare:
questi due movimenti sono stati i suoi
fin dall’inizio del suo cammino in mezzo a noi, perché egli accoglie la volontà del Padre
e lascia che si compia ogni giustizia,
ma accoglie anche tutti coloro per cui è venuto, siano essi amici o nemici, sani o malati, poveri o ricchi, indifesi o potenti, e lascia fare, lascia emergere la risposta di ciascuno al suo amore incondizionato e gratuito, amore fino alla fine, fino al dono di sé sulla croce!

La morte non fa più paura……. 22/03/2026

LA MORTE NON FA PIU’ PAURA:
IL FIGLIO DI DIO E’ IN MEZZO A NOI!

Anche noi come Lazzaro e le sue sorelle Marta e Maria, accogliamo Gesù nella fraternità delle nostre Comunità: sentiamo che lui ci “vuole molto bene” e ci ama profondamente…
Anche la morte, e con essa tutto ciò che viene a intaccare e diminuire la nostra vita, non ci fa più paura!
certo è difficile soffrire e morire, non è facile lasciare i nostri affetti… ma la presenza amica di Gesù ci libera dalla disperazione e dall’impotenza. Impariamo, allora, a essere suoi amici: invitiamolo a casa nostra, nelle nostre cose più care, perché lui si faccia presente con la sua onnipotenza divina e ci aiuti ad essere, come lui, vincitori della morte e testimoni della risurrezione e della vita eterna.
I battezzati, radicati in Cristo Vita nel mondo, devono farsi promotori di vita. Con le loro scelte positive contribuiscono, nell’immenso cantiere umano, a spingere la storia verso cieli nuovi e terre nuove. Se la nostra civiltà sembra un’accelerazione verso la decadenza e la dissoluzione, la speranza cristiana afferma la possibilità di un mondo nuovo perché la potenza di Dio si è rivelata vincitrice in Cristo. L’Eucaristia, che è celebrazione di una Vita fatta dono, diventa forza di risurrezione se il cristiano ne assimila i contenuti: farsi, come Cristo, pane spezzato per la vita del mondo.

Anche in questi giorni avremo una Solennità infrasettimanale: il 25 marzo!

All’annunzio dell’angelo
la Vergine accolse nella fede la tua parola,
e per l’azione misteriosa dello Spirito Santo
concepì e con ineffabile amore portò in grembo
il primogenito dell’umanità nuova,
che doveva compiere le promesse di Israele
e rivelarsi al mondo
come il Salvatore atteso dalle genti.

Capaci non solo di guardare… 15/03/2026

CAPACI NON SOLO DI GUARDARE…
MA SOPRATTUTTO DI VEDERE!

Quante volte ci sentiamo dei ciechi, incapaci di  distinguere e di orientarci! Ci ritroviamo in un mondo  in cui la violenza, le rivalità e la menzogna sembrano avere il sopravvento…
Ma anche nella nostra vita 
personale non mancano segni di tenebra e di  oscuramento: l’egoismo, il risentimento, l’orgoglio, la  presunzione, l’invidia troppo spesso ci accecano e ci fanno brancolare nel buio dell’isolamento e della disperazione.
Ma non è vero che siamo soli, che dobbiamo  arrangiarci: Gesù “passa” nella nostra vita, ci vede e ci  guarisce, se noi abbiamo solo la disponibilità a fidarci di lui.
Passa ogni Domenica, nel contesto dell’Eucaristia, e ci illumina con la sua Parola, ci guarisce con il suo perdono, ci restituisce forza e speranza con il suo Pane di vita: non lasciamoci scappare questa occasione per uscire dalle nostre tenebre e diventare uomini nuovi.
In questi giorni proverò a cogliere il “buio” nelle parole di chi incontro e a trasformarle in parole di luce che aprano alla speranza…!
Questa settimana celebreremo la Solennità di San Giuseppe,
in occasione della quale si festeggiano anche tutti i papà…

Ricordati di noi, o beato Giuseppe,
ed intercedi presso Gesù,
che ti è stato affidato come figlio,
con la tua potente preghiera;
ma rendici anche propizia
la beatissima Vergine tua sposa,
che è Madre di colui che con il Padre e lo Spirito Santo
vive e regna nei secoli infiniti.
Amen.

Gustare l’incontro appagante con Gesù 08/03/2026

GUSTARE L’INCONTRO APPAGANTE
CON GESU’:
ACQUA VIVA PER LA NOSTRA SETE

Ciascuno di noi porta dentro di sé una sete  profonda: sete di amore, ricerca della verità, sete di  giustizia, di libertà, di comunione, di pace…
Una 
sete che cerchiamo di saziare bevendo piccoli sorsi  qua e là, e chiedendo da bere a chiunque sembri poter soddisfare la nostra ricerca… ma in fin dei conti pensiamo di bastare a noi stessi, di riuscire,  alla fine, a dissetarci completamente…
Come ogni Domenica, il Signore Gesù ci attende  presso il pozzo della nostra pratica religiosa e si  offre come risposta al nostro cercare, come acqua  che può veramente placare ogni inquietudine e  appagare ogni desiderio.
Se avremo la disponibilità a fermarci con lui, se lo  sapremo riconoscere come salvatore della nostra  vita, ci ritroveremo trasformati, liberi, e desiderosi di raccontare a tutti che proprio lui ci ha restituito la nostra dignità e la gioia di vivere!

24 ore per il Signore 2026
«Sono venuto per salvare il mondo » (Gv 12,47)

Torna l’iniziativa quaresimale di preghiera e  riconciliazione delle «24 ore per il Signore». Anche quest’anno l’evento si celebrerà nelle Diocesi di tutto il mondo alla vigilia della quarta Domenica di Quaresima, da venerdì 13 a sabato 14 marzo p.v.
Papa Leone ha scelto come slogan un versetto  del Vangelo di Giovanni: «Sono venuto per  salvare il mondo» (Gv 12,47).

Nella nostra Unità Pastorale si potrà vivere questa esperienza presso la chiesetta di Casa Natale, in Via S. Bertilla, 71 ininterrottamente dalle 18,30 di Venerdì 13 marzo alle 18 di sabato 14 marzo, con turni di adorazione durante tutta la notte! Per gran parte del tempo sarà a disposizione un Confessore per il Sacramento del Perdono.

Tentazioni di Gesù: tentazioni del discepolo 22/02/2026

TENTAZIONI DI GESU’:
TENTAZIONI DEL DISCEPOLO!

Ascoltando il pressante invito “convertiti e credi al Vangelo!” siamo entrati nel Tempo santo della Quaresima.
In questi quaranta giorni dobbiamo chiederci se vogliamo veramente essere persone libere: e lo Spirito Santo ci farà capire che libertà non è fare ciò che si vuole, ma realizzare la propria umanità, diventando sempre più “immagine e somiglianza” di Dio, nostro Padre; solo allora saremo liberi dalla schiavitù dell’avere, del potere, del successo.
Nel deserto in cui spesso si trasforma la nostra vita, il Signore non ci fa mancare la sua “com-pagnia”, spezzando per noi il pane della sua Parola e del suo Corpo.
Al cuore della Chiesa l’Eucaristia è magistero di lotta anti-idolatrica!
La fede che ha condotto Gesù a vincere le tentazioni deve diventare la fede dei discepoli nella loro lotta contro le tentazioni. Fede nutrita e rinvigorita dall’Eucaristia.

Come la stagione e la natura
si stanno orientando decisamente
verso la primavera,
che farà rifiorire la vita
dopo la nudità e il freddo dell’inverno,
così ciascuno di noi (e la nostra Comunità)
è chiamato a lasciare l’egoismo e l’orgoglio
e prepararsi a portare i frutti
della fraternità e della pace:
è questa la “nuova creazione”
che Dio vuole realizzare nonostante il peccato dell’uomo;
è questa la “conversione”
a cui Gesù ci invita col suo Vangelo.