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Manda il tuo spirito, Signore e saremo ricreati! 24/05/2026

MANDA IL TUO SPIRITO, SIGNORE, E SAREMO RICREATI!
E IL MONDO INTERO VERRA’ RINNOVATO!

Stiamo vivendo il grande giorno di Pentecoste, che porta a compimento la celebrazione della Pasqua del Signore: Dio dona agli uomini la forza e la potenza di Gesù risorto, cioè lo Spirito Santo!
È lo Spirito che ci ha resi cristiani nel Battesimo e ci ha confermati nell’amore di Dio con la Cresima; è lo Spirito che perdona i nostri peccati e in tutte le nostre celebrazioni rende efficace per noi la Parola di Dio e trasforma il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Cristo.
Questo Spirito vuole entrare come vento gagliardo e come fuoco acceso nella nostra vita, per rendere anche ciascuno di noi testimone coraggioso del Signore risorto, capace di annunciare agli uomini di oggi le grandi opere che Dio continua a compiere per il nostro bene e riunirci in una unica Chiesa, “Corpo” di Cristo nel mondo di oggi.
Il futuro della fede passa anche attraverso la capacità della Chiesa di andare all’essenziale della sua missione e di farsi ricettacolo dell’azione dello Spirito trasmettendo, con la testimonianza e la pratica, l’arte della preghiera, suscitando nei fedeli il gusto della liturgia, affinandone il discernimento, insegnando la lotta spirituale, introducendo alla conoscenza del Signore Gesù attraverso la lettura orante delle Scritture e dei vangeli in particolare. Insomma, collaborando con tutta se stessa all’azione dello Spirito, vera fonte della vita spirituale.

Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli,
e accendi in essi il fuoco del tuo amore!

Io sono con voi tutti i giorni 17/05/2026

IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI

Celebriamo con tutta la Chiesa la solennità dell’Ascensione del Signore: il mistero della conclusione dell’esistenza terrena di Gesù e del suo ritorno alla gloria divina.
L’Ascensione non costituisce un distacco, una separazione, tra noi e Gesù: Egli continua ad essere veramente presente nel mondo, soprattutto attraverso la vita e l’opera dei suoi discepoli, riuniti nella Chiesa.
Ecco perché in questa grande festa, mentre siamo aiutati a contemplare il destino della nostra stessa umanità, chiamata alla gloria e alla comunione eterna con Dio, siamo invitati anche a non perdere mai di vista la nostra vita quotidiana e il nostro impegno nel mondo, nel quale siamo mandati a rendere presente Cristo e il suo Vangelo per gli uomini d’oggi.
Questa settimana sia caratterizzata da una invocazione fiduciosa e accorata dei doni dello Spirito Santo su ciascuno di noi, sui ragazzi che riceveranno la Cresima, sulla Chiesa e sulla società!
Invochiamo lo Spirito soprattutto per la Pace in Terra Santa, in Ukraina e nel mondo intero!

O Dio dell’alleanza antica e nuova,
che ti sei rivelato nel fuoco
della Pentecoste del tuo Spirito,
fa’’ un rogo solo dei nostri orgogli,
e distruggi gli odi e le armi di morte;
accendi in noi la fiamma della tua carità,
perché il tuo Popolo,
radunato da tutte le nazioni,
accolga con gioia
la legge eterna del tuo Amore.

Insistenti e fiduciosi 10/05/2026

INSISTENTI E FIDUCIOSI

Anche se la liturgia continua a proclamare con forza la vittoria di Cristo sul male e sulla morte, dobbiamo riconoscere che è difficile affrontare con entusiasmo e ottimismo la vita di tutti i giorni…
i sospetti, le delusioni e i contrasti rischiano di farci ripiegare su noi stessi, riducendoci a pensare solo a noi, alla nostra cerchia, al nostro gruppo… oppure a rifugiarci in una religiosità magica e abitudinaria in cui trovare sicurezze e consolazioni…
Di fronte a queste tentazioni, il Signore Risorto rinnova la promessa del suo Spirito: sarà lui il vero “consolatore”, perché renderà possibile una vera ed efficace comunione con Gesù, con il Padre e tra di noi.
Lo Spirito, che in tutte le celebrazioni rende attuale la Parola di Dio per noi e santifica i nostri doni rendendoli Corpo e Sangue di Cristo, agirà anche in ciascuno di noi, aiutandoci a vincere ogni timore e chiusura e aprendoci all’accoglienza e alla testimonianza.

Preghiamo insieme in questi giorni di “Rogazioni”

O Dio, tu hai chiamato gli uomini a cooperare,
mediante il lavoro quotidiano,
al disegno immenso della tua creazione;
fa’ che nello sforzo comune
di costruire un mondo più giusto e fraterno,
ogni uomo trovi un posto conveniente alla sua dignità.
Ora ti preghiamo umilmente: benedici col tuo amore misericordioso i campi che circondano i nostri paesi,
manda la pioggia e il sole a tempo opportuno,
affinché la terra sia fertile e dia un raccolto abbondante.
Concedi che il tuo popolo sempre ti ringrazi dei tuoi doni:
l’abbondanza dei frutti della terra sazi ogni vivente.
Anche i poveri e i bisognosi non manchino del necessario
e lodino il tuo nome glorioso.
Te lo chiediamo per Cristo, nostro avvocato e mediatore,
che ascende accanto a te nella gloria e con te e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen

Una comunità che continua lo stile di Cristo 3/05/2026

UNA COMUNITA’ CHE CONTINUA LO STILE DI CRISTO

Condizione essenziale per continuare la missione di Cristo è crescere compatti attorno a lui come pietre vive (seconda lettura); è «compiere le sue opere» (Vangelo). Di ciò abbiamo una conferma nella vita e nella catechesi della comunità primitiva: sullo sfondo della elezione dei sette «diaconi» si profila una situazione di contrasto fra cristiani appartenenti a due gruppi diversi per mentalità, lingua, tradizioni, cultura; si avverte la presenza di forze e tendenze diverse che già si delineavano in seno alla Chiesa delle origini. La soluzione di queste tensioni viene cercata in una linea di equilibrio e di riorganizzazione della Chiesa, per un più efficace servizio dei fratelli: la comunità, mentre cresce per il moltiplicarsi del «numero dei discepoli», incomincia anche, sotto la guida dello Spirito, a differenziarsi in ministeri diversi. Tutti sono pietre vive impiegate per la costruzione del medesimo edificio spirituale!
Celebrare l’Eucaristia diventa allora entrare davvero — per Cristo, con Cristo e in Cristo — nella comunione di vita con il Padre; essere nel Padre come Gesù (cf Vangelo).
Compatta in questa comunione, l’assemblea liturgica si presenta al tempo stesso come una comunità articolata e strutturata in varietà di funzioni e ministeri: non soltanto il servizio della presidenza, ma anche il servizio dei lettori, dei commentatori e dei ministranti, il servizio dell’accoglienza e della carità, il servizio dei cantori…
Con piena verità dunque, tutta l’assemblea e ciascuno all’interno di essa, può associarsi alla preghiera di chi presiede: «Ti offriamo… ti rendiamo grazie per averci concesso di stare alla tua presenza per compiere il servizio sacerdotale»!

Un ascolto che genera futuro 26/04/2025

UN ASCOLTO CHE GENERA FUTURO

Guidati e custoditi da Gesù Risorto, celebriamo nella IV Domenica di Pasqua, detta “Domenica del buon Pastore”, la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.
Come ci ha insegnato il Giubileo della Speranza, occorre coltivare una fiducia ferma e stabile nelle promesse di Dio, senza cedere mai alla disperazione, superando paure e incertezze, certi che il Risorto non ci abbandona nelle ore più buie, ma viene a diradare con la sua luce tutte le nostre tenebre.
Come tra la vite e i tralci (cfr Gv 15,1-8), così tutta la nostra esistenza deve costituirsi in un legame forte ed essenziale con il Signore: una risposta sempre più piena alla sua chiamata, attraverso le prove e le necessarie potature.
I “luoghi” dove si manifesta maggiormente la volontà di Dio e si fa esperienza del suo amore sono spesso i legami autentici e fraterni che siamo capaci di instaurare nel corso della nostra vita: quanto è prezioso avere una valida guida spirituale o un amico saggio che accompagni la scoperta e lo sviluppo della nostra vocazione!
Vocazione”, dunque, non è un possesso immediato, qualcosa di “dato” una volta per tutte: è piuttosto un cammino che si sviluppa analogamente alla vita umana, in cui il dono ricevuto, oltre ad essere custodito, deve nutrirsi di un rapporto quotidiano con Dio per poter crescere e portare frutto: nulla è risultato di un caos senza senso! Al contrario tutto può essere inserito in un cammino di risposta al Signore, che ha un progetto stupendo per noi.
Cari fratelli e sorelle, carissimi giovani, vi incoraggio a coltivare la vostra relazione personale con Dio attraverso la preghiera quotidiana e la meditazione della Parola. Fermatevi, ascoltate, affidatevi: in questo modo, il dono della vostra vocazione maturerà, vi renderà felici e porterà frutti per la Chiesa e per il mondo.
La Vergine Maria, modello di accoglienza interiore del dono divino vi accompagni sempre in questo cammino!

Papa LEONE il 16 marzo 2026

Saper spezzare il pane: la terapia della speranza! 19/04/2026

SAPER SPEZZARE IL PANE:
LA TERAPIA DELLA SPERANZA!

Gesù ripete per i due discepoli di Emmaus il gesto-cardine di ogni Eucaristia: prende il pane, lo benedice, lo spezza e lo dà. In questa serie di gesti, non c’è forse tutta la storia di Gesù? E non c’è, in ogni Eucaristia, anche il segno di che cosa dev’essere la Chiesa? Gesù ci prende, ci benedice, “spezza” la nostra vita – perché non c’è amore senza sacrificio – e la offre agli altri, la offre a tutti.
È un incontro rapido, quello di Gesù con i due discepoli di Emmaus. Però in esso c’è tutto il destino della Chiesa. Ci racconta che la Comunità cristiana non sta rinchiusa in una cittadella fortificata, ma cammina nel suo ambiente più vitale, vale a dire la strada. E lì incontra le persone, con le loro speranze e le loro delusioni, a volte pesanti. La Chiesa ascolta le storie di tutti, come emergono dallo scrigno della coscienza personale; per poi offrire la Parola di vita, la testimonianza dell’amore, amore fedele fino alla fine. E allora il cuore delle persone torna ad ardere di speranza.
Tutti noi, nella nostra vita, abbiamo avuto momenti difficili, bui; momenti nei quali camminavamo tristi, pensierosi, senza orizzonti, soltanto un muro davanti. E Gesù sempre è accanto a noi per darci la speranza, per riscaldarci il cuore e dire: “Vai avanti: io sono con te. Vai avanti!”. Il segreto della strada che conduce a Emmaus è tutto qui: anche attraverso le apparenze contrarie, noi continuiamo ad essere amati, e Dio non smetterà mai di volerci bene. Dio camminerà con noi sempre, sempre, anche nei momenti più dolorosi, anche nei momenti più brutti, anche nei momenti della sconfitta: lì c’è il Signore. E questa è la nostra speranza. Andiamo avanti con questa speranza! Perché Lui è accanto a noi e cammina con noi, sempre!

(Papa Francesco, 24 maggio 2017)

Amare senza vedere 12/04/2026

AMARE SENZA VEDERE

Sono passati “otto giorni” dopo la Pasqua: anche oggi, come allora coi suoi discepoli, Gesù  si fa presente in mezzo a noi e ci comunica il  suo Spirito e la sua pace; anche noi, oggi, possiamo, come Tommaso, inginocchiarci davanti a Gesù per riconoscerlo, con fede, “nostro Signore e nostro Dio”…
Il Vangelo di questa seconda Domenica di Pasqua  (o in Albis), è l’apparizione del Risorto a Tommaso. Fede di chi dubita, fede che è sempre compagna del dubbio, fede che ha bisogno di una verifica pratica, di un impatto anche nella propria carne. Tommaso, detto Didimo, il “gemello”, è un nostro inseparabile fratello.
Tradizionalmente, proverbialmente, è
sinonimo di “diffidente”, colui cui non basta la parola altrui, che ha sempre bisogno di toccare con mano.è una questione anche di amore!
L’amore
non si limita alla visione, alla “contemplazione”, ma vuole essere partecipe, direttamente coinvolto anche nella propria carne. La beatitudine che riassume l’esperienza di Tommaso è: “Beati i non vedenti eppure credenti”. Si può credere senza vedere, proprio perché si può anche amare senza vedere.
Voi amate Gesù, pur senza averlo visto” ci dice S. Pietro nella seconda lettura di oggi… certo: si può amare anche senza vedere, ma si può amare soltanto se la Parola di Dio è seminata, impiantata dentro di noi fino a crescere con noi, a fare corpo con noi, a farci sperimentare quotidianamente il passaggio dalla morte alla risurrezione.
Siamo invitati anche noi a passare dalla paura e dalla rassegnazione, che tengono “al chiuso” la nostra fede, all’entusiasmo e alla gioia, perché l’incontro col Signore risorto non può non cambiare la nostra vita!

Risorti: rimessi in piedi nella piena dignità 05/04/2026

RI-SORTI: RIMESSI IN PIEDI
NELLA PIENA DIGNITA’ DI FIGLI DI DIO
E FRATELLI TRA DI NOI !

In questo concretissimo momento della nostra vita, personale, familiare, sociale e anche dell’Unità Pastorale, come credenti celebriamo la Pasqua del Signore: la vittoria di Cristo sul male e sulla morte attraverso la sua passione, morte e risurrezione.
Ciascuno di noi sa in quali “sepolcri” nascondiamo spesso la nostra vita e da quali situazioni di non-vita dovremmo ri-sorgere, rialzarci, reagendo a tutto ciò che mortifica l’esistenza e la convivenza: nella Pasqua Cristo ci prende per mano e ci aiuta a risollevarci e ci restituisce alla piena dignità di figli di Dio e di fratelli tra noi.
Il Signore non fa mancare la sua luce e la sua forza, affinché il nostro impegno per una vita più bella e più piena porti il suo frutto: la primavera che sta coinvolgendo la natura attorno a noi ci aiuti a scoprire, stupiti e grati, anche le tante gemme di rinnovamento e di speranza che non mancano in un mondo che spesso ci siamo rassegnati a considerare rinsecchito e stanco.
L’annuncio pasquale risuona oggi nella Chiesa: Cristo è risorto, egli vive al di là della morte, è il Signore dei vivi e dei morti!
La Chiesa, nata dalla Pasqua di Cristo, custodisce questo annuncio e lo trasmette in vari modi ad ogni generazione: nei sacramenti lo rende attuale e contemporaneo ad ogni comunità riunita nel nome del Signore; con la propria vita di comunione e di servizio si sforza di testimoniarlo davanti al mondo.
Il modo più autentico di cantare “l’alleluja” pasquale è gridare con la vita che Cristo è risorto e che la Chiesa è il luogo e lo spazio ove si incontra Lui, vivo e presente.

Ecco, a te viene il tuo Re 29/03/2026

ECCO, A TE VIENE IL TUO RE, MITE, SEDUTO SU UNA BESTIA DA SOMA 

Si apre davanti a noi la Settimana Santa:
inizia con l’Osanna dei ragazzi ebrei che vanno incontro a Gesù e si conclude con la notizia inaspettata del mattino di Pasqua.
In mezzo a questi due momenti c’è, però,
un passaggio doloroso che conduce alla Croce.
Non lasciamoci prendere da un entusiasmo di breve durata: che nel nostro cuore ci sia un po’ della fiducia e dell’amore che Gesù dimostra in tutta la sua Passione.
Le celebrazioni di questa settimana non possono che far sorgere in noi la speranza…non poggia su di noi, sulle nostre presunte bravure, sulla nostra forza: poggia sull’amore di Dio.

Sta qui la nostra speranza: Dio è fedele ed è il Vivente!
Gesù accoglie e lascia fare:
questi due movimenti sono stati i suoi
fin dall’inizio del suo cammino in mezzo a noi, perché egli accoglie la volontà del Padre
e lascia che si compia ogni giustizia,
ma accoglie anche tutti coloro per cui è venuto, siano essi amici o nemici, sani o malati, poveri o ricchi, indifesi o potenti, e lascia fare, lascia emergere la risposta di ciascuno al suo amore incondizionato e gratuito, amore fino alla fine, fino al dono di sé sulla croce!

La morte non fa più paura……. 22/03/2026

LA MORTE NON FA PIU’ PAURA:
IL FIGLIO DI DIO E’ IN MEZZO A NOI!

Anche noi come Lazzaro e le sue sorelle Marta e Maria, accogliamo Gesù nella fraternità delle nostre Comunità: sentiamo che lui ci “vuole molto bene” e ci ama profondamente…
Anche la morte, e con essa tutto ciò che viene a intaccare e diminuire la nostra vita, non ci fa più paura!
certo è difficile soffrire e morire, non è facile lasciare i nostri affetti… ma la presenza amica di Gesù ci libera dalla disperazione e dall’impotenza. Impariamo, allora, a essere suoi amici: invitiamolo a casa nostra, nelle nostre cose più care, perché lui si faccia presente con la sua onnipotenza divina e ci aiuti ad essere, come lui, vincitori della morte e testimoni della risurrezione e della vita eterna.
I battezzati, radicati in Cristo Vita nel mondo, devono farsi promotori di vita. Con le loro scelte positive contribuiscono, nell’immenso cantiere umano, a spingere la storia verso cieli nuovi e terre nuove. Se la nostra civiltà sembra un’accelerazione verso la decadenza e la dissoluzione, la speranza cristiana afferma la possibilità di un mondo nuovo perché la potenza di Dio si è rivelata vincitrice in Cristo. L’Eucaristia, che è celebrazione di una Vita fatta dono, diventa forza di risurrezione se il cristiano ne assimila i contenuti: farsi, come Cristo, pane spezzato per la vita del mondo.

Anche in questi giorni avremo una Solennità infrasettimanale: il 25 marzo!

All’annunzio dell’angelo
la Vergine accolse nella fede la tua parola,
e per l’azione misteriosa dello Spirito Santo
concepì e con ineffabile amore portò in grembo
il primogenito dell’umanità nuova,
che doveva compiere le promesse di Israele
e rivelarsi al mondo
come il Salvatore atteso dalle genti.