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Non aver paura! 21/06/2026

NON AVER PAURA!

Se ci guardiamo dentro e attorno a noi dobbiamo riconoscere che è spontaneo “avere paura”: quante volte di fronte alla confusione e al male, che sembrano prevalere nella società in cui viviamo, ci ritroviamo nell’incertezza e nella trepidazione… e quante volte assumiamo un atteggiamento di delusione e rassegnazione, rinunciando a credere e a lavorare per un mondo migliore
In queste Domeniche, Gesù ci ripete con insistenza amorosa: “non abbiate paura!La fiducia e il coraggio rinascono rassicuranti e liberanti dal sentire che il Signore è con noi e vuole servirsi proprio delle nostre persone, nonostante le nostre infedeltà e debolezze… … e poi non siamo soli: il Signore ci ha costituiti come sua famiglia, comunità di fratelli che insieme credono, insieme sperano, insieme si impegnano perché cresca in mezzo agli uomini di oggi il Regno di Dio, Regno di giustizia, di pace, di amore.
Il segno della Croce con cui iniziamo le nostre liturgie è il segno che ci è stato consegnato nel Battesimo e che esprime la nostra fede nella Santissima Trinità e la nostra disponibilità a vivere come Dio, cioè con una carità che si dona fino in fondo. Il cristianesimo che è stato seminato in noi fin dalla nostra infanzia chiede di diventare stile di vita assunto con maturità e coerenza: Gesù ce lo ricorda con fermezza e radicalità.
Celebrare l’Eucaristia ci permette di vivere una sintesi particolar-mente efficace di come dovrebbe essere il nostro cristianesimo: accoglienza fraterna, ascolto dell’unica Parola che salva, comunione vitale con Cristo, testimonianza coraggiosa e pronta

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Abbiamo ripreso il cammino del Tempo Ordinario, che ci accompagnerà per tutta l’estate, fino all’autunno inoltrato: è il Tempo che vuole richiamarci alla necessità di vivere nella normalità del quotidiano i misteri che celebriamo nella liturgia: il Signore viene a cercarci proprio lì dove siamo, ci viene incontro come buona notizia nelle pieghe di quel che stiamo vivendo!
E questa Domenica vuol essere proprio l’occasione preziosa per riscoprire una realtà che rischiamo di dimenticare: siamo tutti dei “chiamati”!
La “vocazione” fondamentale, infatti, è essere cristiani! Col Battesimo siamo stati inseriti in un popolo di “chiamati alla santità“, perché lo scopo della nostra vita, il suo senso più vero e più pieno è essere in comunione con Dio, condividendo la sua stessa vita.
Ecco perché il Signore ci “convoca”, ci “raduna” in assemblea ogni Domenica, orienta la nostra vita con la sua Parola, sostiene le nostre forze col Pane di Vita.
Il “regno dei cieli” non ha a che fare con un futuro lontano, ma con il presente, con l’oggi in cui possiamo riconoscere i segni della presenza del Signore. Questa presenza è ciò che gli apostoli – i Dodici come ciascuno di noi – sono chiamati a portare lungo lo scorrere dei giorni.
Questo avvicinarsi del Regno ha il sapore della gratuità: c’è una sovrabbondanza nel ricevere che non può non debordare in dono, altrettanto gratuito. Che possiamo riconoscerci anche noi chiamati a ricevere e a donare la sovrabbondanza del farsi prossimo del Signore nelle nostre vite!

Vita donata 7/6/2026

VITA DONATA

Celebrata la Pentecoste, compimento della Pasqua, e dopo aver contemplato il mistero della Trinità, origine e  approdo della nostra vita, in questa solennità del Corpo e Sangue di Cristo possiamo renderci conto che il nostro  Dio ha voluto restare in mezzo a noi con un segno che ci  aiuti a ricordare e a vivere la comunione tra noi e  l’apertura accogliente verso tutti: questo segno è l’Eucaristia.
Il pane e il vino, elementi della fraternità e della gioia condivisa, diventano il Corpo e Sangue di Gesù, che  resta presente nella sua Chiesa per continuare,  attraverso i suoi discepoli, ad annunciare la Parola di  Dio, a sfamare gli affamati e a consolare i sofferenti.
Anche questa festa, allora, è sì occasione per lodare e ringraziare il Signore per la sua presenza sacramentale  in mezzo a noi (e lo faremo in particolare con la  Processione di Domenica sera), ma è anche motivo per  verificare quanto la nostra vita personale e comunitaria  è “eucaristica”…
Con i segni della carne e del sangue siamo rimandati a  guardare al corpo di Gesù il Cristo, corpo donato,  consegnato all’umanità intera. E, come ci ricorda Paolo, “poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché  molti, un solo corpo: tutti partecipiamo all’unico pane” (1Cor 10,17), tutti siamo chiamati a fare della  nostra vita un dono!

È certezza
a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino!

Ecco il pane
degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato!

La Trinità e la Chiesa: uniti nell’amore 31/05/2026

LA TRINITÀ … E LA CHIESA:
UNITI NELL’AMORE
E CONTINUAMENTE APERTI AGLI ALTRI!

Lo diciamo iniziando ogni celebrazione eucaristica facendo il segno di croce: siamo riuniti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito; anche se non ne siamo coscienti e non lo esprimiamo con delle parole, noi viviamo sempre in Dio e la nostra vita riceve origine, forza e compimento solo in lui! Vogliamo allora “celebrare” quel mistero che ci coinvolge sempre, in ogni momento: l’Unità e la Trinità di Dio.
È come se, dopo aver raggiunto la vetta della
montagna attraverso il percorso dell’Avvento, del Natale, della Quaresima e della Pasqua, ora ci mettessimo in contemplazione di tutto ciò che durante la salita abbiamo visto solo nei particolari… chi è questo Dio che ci è venuto vicino, che vuole il nostro bene fino a sacrificarsi per noi?!?
È un Dio “Trinità di persone”: il
Padre, il Figlio e lo Spirito, che in tutte le nostre celebrazioni ci accolgono nella loro vita divina e ci fanno partecipare al loro modo di essere: uniti nell’amore e continuamente aperti agli altri. Il Dio che è relazione e comunione in se stesso, crea comunione tra i credenti.
Il Dio che ama donando è narrato dal Figlio che a sua volta ama donandosi, e donandosi con fedeltà ai suoi che egli ama facendo dell’amore il suo impegno, la sua volontà, la sua responsabilità nei loro confronti.
E il Figlio è anche colui che dona lo Spirito, che consegna lo Spirito (“Chinato il capo, consegnò lo Spirito”: Gv 19,30) e a sua volta lo Spirito, dono del Dio altissimo, diventa il Dator munerum, il “Datore di doni”. Lo Spirito elargisce doni e ispira e suscita l’atto stesso di donare nei credenti e nella comunità cristiana.
Egli è il dono per eccellenza promesso alla preghiera dei credenti
(Lc 11,13). Il modo di vita trinitario è quello del donarsi!
E questo è anche il vertice dell’amore dei credenti: “Non c’è amore più grande di questo: dare la propria vita per gli amici”
(Gv 15,13)

Manda il tuo spirito, Signore e saremo ricreati! 24/05/2026

MANDA IL TUO SPIRITO, SIGNORE, E SAREMO RICREATI!
E IL MONDO INTERO VERRA’ RINNOVATO!

Stiamo vivendo il grande giorno di Pentecoste, che porta a compimento la celebrazione della Pasqua del Signore: Dio dona agli uomini la forza e la potenza di Gesù risorto, cioè lo Spirito Santo!
È lo Spirito che ci ha resi cristiani nel Battesimo e ci ha confermati nell’amore di Dio con la Cresima; è lo Spirito che perdona i nostri peccati e in tutte le nostre celebrazioni rende efficace per noi la Parola di Dio e trasforma il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Cristo.
Questo Spirito vuole entrare come vento gagliardo e come fuoco acceso nella nostra vita, per rendere anche ciascuno di noi testimone coraggioso del Signore risorto, capace di annunciare agli uomini di oggi le grandi opere che Dio continua a compiere per il nostro bene e riunirci in una unica Chiesa, “Corpo” di Cristo nel mondo di oggi.
Il futuro della fede passa anche attraverso la capacità della Chiesa di andare all’essenziale della sua missione e di farsi ricettacolo dell’azione dello Spirito trasmettendo, con la testimonianza e la pratica, l’arte della preghiera, suscitando nei fedeli il gusto della liturgia, affinandone il discernimento, insegnando la lotta spirituale, introducendo alla conoscenza del Signore Gesù attraverso la lettura orante delle Scritture e dei vangeli in particolare. Insomma, collaborando con tutta se stessa all’azione dello Spirito, vera fonte della vita spirituale.

Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli,
e accendi in essi il fuoco del tuo amore!

Io sono con voi tutti i giorni 17/05/2026

IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI

Celebriamo con tutta la Chiesa la solennità dell’Ascensione del Signore: il mistero della conclusione dell’esistenza terrena di Gesù e del suo ritorno alla gloria divina.
L’Ascensione non costituisce un distacco, una separazione, tra noi e Gesù: Egli continua ad essere veramente presente nel mondo, soprattutto attraverso la vita e l’opera dei suoi discepoli, riuniti nella Chiesa.
Ecco perché in questa grande festa, mentre siamo aiutati a contemplare il destino della nostra stessa umanità, chiamata alla gloria e alla comunione eterna con Dio, siamo invitati anche a non perdere mai di vista la nostra vita quotidiana e il nostro impegno nel mondo, nel quale siamo mandati a rendere presente Cristo e il suo Vangelo per gli uomini d’oggi.
Questa settimana sia caratterizzata da una invocazione fiduciosa e accorata dei doni dello Spirito Santo su ciascuno di noi, sui ragazzi che riceveranno la Cresima, sulla Chiesa e sulla società!
Invochiamo lo Spirito soprattutto per la Pace in Terra Santa, in Ukraina e nel mondo intero!

O Dio dell’alleanza antica e nuova,
che ti sei rivelato nel fuoco
della Pentecoste del tuo Spirito,
fa’’ un rogo solo dei nostri orgogli,
e distruggi gli odi e le armi di morte;
accendi in noi la fiamma della tua carità,
perché il tuo Popolo,
radunato da tutte le nazioni,
accolga con gioia
la legge eterna del tuo Amore.

Insistenti e fiduciosi 10/05/2026

INSISTENTI E FIDUCIOSI

Anche se la liturgia continua a proclamare con forza la vittoria di Cristo sul male e sulla morte, dobbiamo riconoscere che è difficile affrontare con entusiasmo e ottimismo la vita di tutti i giorni…
i sospetti, le delusioni e i contrasti rischiano di farci ripiegare su noi stessi, riducendoci a pensare solo a noi, alla nostra cerchia, al nostro gruppo… oppure a rifugiarci in una religiosità magica e abitudinaria in cui trovare sicurezze e consolazioni…
Di fronte a queste tentazioni, il Signore Risorto rinnova la promessa del suo Spirito: sarà lui il vero “consolatore”, perché renderà possibile una vera ed efficace comunione con Gesù, con il Padre e tra di noi.
Lo Spirito, che in tutte le celebrazioni rende attuale la Parola di Dio per noi e santifica i nostri doni rendendoli Corpo e Sangue di Cristo, agirà anche in ciascuno di noi, aiutandoci a vincere ogni timore e chiusura e aprendoci all’accoglienza e alla testimonianza.

Preghiamo insieme in questi giorni di “Rogazioni”

O Dio, tu hai chiamato gli uomini a cooperare,
mediante il lavoro quotidiano,
al disegno immenso della tua creazione;
fa’ che nello sforzo comune
di costruire un mondo più giusto e fraterno,
ogni uomo trovi un posto conveniente alla sua dignità.
Ora ti preghiamo umilmente: benedici col tuo amore misericordioso i campi che circondano i nostri paesi,
manda la pioggia e il sole a tempo opportuno,
affinché la terra sia fertile e dia un raccolto abbondante.
Concedi che il tuo popolo sempre ti ringrazi dei tuoi doni:
l’abbondanza dei frutti della terra sazi ogni vivente.
Anche i poveri e i bisognosi non manchino del necessario
e lodino il tuo nome glorioso.
Te lo chiediamo per Cristo, nostro avvocato e mediatore,
che ascende accanto a te nella gloria e con te e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen

Una comunità che continua lo stile di Cristo 3/05/2026

UNA COMUNITA’ CHE CONTINUA LO STILE DI CRISTO

Condizione essenziale per continuare la missione di Cristo è crescere compatti attorno a lui come pietre vive (seconda lettura); è «compiere le sue opere» (Vangelo). Di ciò abbiamo una conferma nella vita e nella catechesi della comunità primitiva: sullo sfondo della elezione dei sette «diaconi» si profila una situazione di contrasto fra cristiani appartenenti a due gruppi diversi per mentalità, lingua, tradizioni, cultura; si avverte la presenza di forze e tendenze diverse che già si delineavano in seno alla Chiesa delle origini. La soluzione di queste tensioni viene cercata in una linea di equilibrio e di riorganizzazione della Chiesa, per un più efficace servizio dei fratelli: la comunità, mentre cresce per il moltiplicarsi del «numero dei discepoli», incomincia anche, sotto la guida dello Spirito, a differenziarsi in ministeri diversi. Tutti sono pietre vive impiegate per la costruzione del medesimo edificio spirituale!
Celebrare l’Eucaristia diventa allora entrare davvero — per Cristo, con Cristo e in Cristo — nella comunione di vita con il Padre; essere nel Padre come Gesù (cf Vangelo).
Compatta in questa comunione, l’assemblea liturgica si presenta al tempo stesso come una comunità articolata e strutturata in varietà di funzioni e ministeri: non soltanto il servizio della presidenza, ma anche il servizio dei lettori, dei commentatori e dei ministranti, il servizio dell’accoglienza e della carità, il servizio dei cantori…
Con piena verità dunque, tutta l’assemblea e ciascuno all’interno di essa, può associarsi alla preghiera di chi presiede: «Ti offriamo… ti rendiamo grazie per averci concesso di stare alla tua presenza per compiere il servizio sacerdotale»!

Un ascolto che genera futuro 26/04/2025

UN ASCOLTO CHE GENERA FUTURO

Guidati e custoditi da Gesù Risorto, celebriamo nella IV Domenica di Pasqua, detta “Domenica del buon Pastore”, la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.
Come ci ha insegnato il Giubileo della Speranza, occorre coltivare una fiducia ferma e stabile nelle promesse di Dio, senza cedere mai alla disperazione, superando paure e incertezze, certi che il Risorto non ci abbandona nelle ore più buie, ma viene a diradare con la sua luce tutte le nostre tenebre.
Come tra la vite e i tralci (cfr Gv 15,1-8), così tutta la nostra esistenza deve costituirsi in un legame forte ed essenziale con il Signore: una risposta sempre più piena alla sua chiamata, attraverso le prove e le necessarie potature.
I “luoghi” dove si manifesta maggiormente la volontà di Dio e si fa esperienza del suo amore sono spesso i legami autentici e fraterni che siamo capaci di instaurare nel corso della nostra vita: quanto è prezioso avere una valida guida spirituale o un amico saggio che accompagni la scoperta e lo sviluppo della nostra vocazione!
Vocazione”, dunque, non è un possesso immediato, qualcosa di “dato” una volta per tutte: è piuttosto un cammino che si sviluppa analogamente alla vita umana, in cui il dono ricevuto, oltre ad essere custodito, deve nutrirsi di un rapporto quotidiano con Dio per poter crescere e portare frutto: nulla è risultato di un caos senza senso! Al contrario tutto può essere inserito in un cammino di risposta al Signore, che ha un progetto stupendo per noi.
Cari fratelli e sorelle, carissimi giovani, vi incoraggio a coltivare la vostra relazione personale con Dio attraverso la preghiera quotidiana e la meditazione della Parola. Fermatevi, ascoltate, affidatevi: in questo modo, il dono della vostra vocazione maturerà, vi renderà felici e porterà frutti per la Chiesa e per il mondo.
La Vergine Maria, modello di accoglienza interiore del dono divino vi accompagni sempre in questo cammino!

Papa LEONE il 16 marzo 2026

Saper spezzare il pane: la terapia della speranza! 19/04/2026

SAPER SPEZZARE IL PANE:
LA TERAPIA DELLA SPERANZA!

Gesù ripete per i due discepoli di Emmaus il gesto-cardine di ogni Eucaristia: prende il pane, lo benedice, lo spezza e lo dà. In questa serie di gesti, non c’è forse tutta la storia di Gesù? E non c’è, in ogni Eucaristia, anche il segno di che cosa dev’essere la Chiesa? Gesù ci prende, ci benedice, “spezza” la nostra vita – perché non c’è amore senza sacrificio – e la offre agli altri, la offre a tutti.
È un incontro rapido, quello di Gesù con i due discepoli di Emmaus. Però in esso c’è tutto il destino della Chiesa. Ci racconta che la Comunità cristiana non sta rinchiusa in una cittadella fortificata, ma cammina nel suo ambiente più vitale, vale a dire la strada. E lì incontra le persone, con le loro speranze e le loro delusioni, a volte pesanti. La Chiesa ascolta le storie di tutti, come emergono dallo scrigno della coscienza personale; per poi offrire la Parola di vita, la testimonianza dell’amore, amore fedele fino alla fine. E allora il cuore delle persone torna ad ardere di speranza.
Tutti noi, nella nostra vita, abbiamo avuto momenti difficili, bui; momenti nei quali camminavamo tristi, pensierosi, senza orizzonti, soltanto un muro davanti. E Gesù sempre è accanto a noi per darci la speranza, per riscaldarci il cuore e dire: “Vai avanti: io sono con te. Vai avanti!”. Il segreto della strada che conduce a Emmaus è tutto qui: anche attraverso le apparenze contrarie, noi continuiamo ad essere amati, e Dio non smetterà mai di volerci bene. Dio camminerà con noi sempre, sempre, anche nei momenti più dolorosi, anche nei momenti più brutti, anche nei momenti della sconfitta: lì c’è il Signore. E questa è la nostra speranza. Andiamo avanti con questa speranza! Perché Lui è accanto a noi e cammina con noi, sempre!

(Papa Francesco, 24 maggio 2017)