VITA DONATA

Celebrata la Pentecoste, compimento della Pasqua, e dopo aver contemplato il mistero della Trinità, origine e  approdo della nostra vita, in questa solennità del Corpo e Sangue di Cristo possiamo renderci conto che il nostro  Dio ha voluto restare in mezzo a noi con un segno che ci  aiuti a ricordare e a vivere la comunione tra noi e  l’apertura accogliente verso tutti: questo segno è l’Eucaristia.
Il pane e il vino, elementi della fraternità e della gioia condivisa, diventano il Corpo e Sangue di Gesù, che  resta presente nella sua Chiesa per continuare,  attraverso i suoi discepoli, ad annunciare la Parola di  Dio, a sfamare gli affamati e a consolare i sofferenti.
Anche questa festa, allora, è sì occasione per lodare e ringraziare il Signore per la sua presenza sacramentale  in mezzo a noi (e lo faremo in particolare con la  Processione di Domenica sera), ma è anche motivo per  verificare quanto la nostra vita personale e comunitaria  è “eucaristica”…
Con i segni della carne e del sangue siamo rimandati a  guardare al corpo di Gesù il Cristo, corpo donato,  consegnato all’umanità intera. E, come ci ricorda Paolo, “poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché  molti, un solo corpo: tutti partecipiamo all’unico pane” (1Cor 10,17), tutti siamo chiamati a fare della  nostra vita un dono!

È certezza
a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino!

Ecco il pane
degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato!