LA TRINITÀ … E LA CHIESA:
UNITI NELL’AMORE
E CONTINUAMENTE APERTI AGLI ALTRI!
Lo diciamo iniziando ogni celebrazione eucaristica facendo il segno di croce: siamo riuniti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito; anche se non ne siamo coscienti e non lo esprimiamo con delle parole, noi viviamo sempre in Dio e la nostra vita riceve origine, forza e compimento solo in lui! Vogliamo allora “celebrare” quel mistero che ci coinvolge sempre, in ogni momento: l’Unità e la Trinità di Dio.
È come se, dopo aver raggiunto la vetta della montagna attraverso il percorso dell’Avvento, del Natale, della Quaresima e della Pasqua, ora ci mettessimo in contemplazione di tutto ciò che durante la salita abbiamo visto solo nei particolari… chi è questo Dio che ci è venuto vicino, che vuole il nostro bene fino a sacrificarsi per noi?!?
È un Dio “Trinità di persone”: il Padre, il Figlio e lo Spirito, che in tutte le nostre celebrazioni ci accolgono nella loro vita divina e ci fanno partecipare al loro modo di essere: uniti nell’amore e continuamente aperti agli altri. Il Dio che è relazione e comunione in se stesso, crea comunione tra i credenti.
Il Dio che ama donando è narrato dal Figlio che a sua volta ama donandosi, e donandosi con fedeltà ai suoi che egli ama facendo dell’amore il suo impegno, la sua volontà, la sua responsabilità nei loro confronti.
E il Figlio è anche colui che dona lo Spirito, che consegna lo Spirito (“Chinato il capo, consegnò lo Spirito”: Gv 19,30) e a sua volta lo Spirito, dono del Dio altissimo, diventa il Dator munerum, il “Datore di doni”. Lo Spirito elargisce doni e ispira e suscita l’atto stesso di donare nei credenti e nella comunità cristiana.
Egli è il dono per eccellenza promesso alla preghiera dei credenti (Lc 11,13). Il modo di vita trinitario è quello del donarsi! E questo è anche il vertice dell’amore dei credenti: “Non c’è amore più grande di questo: dare la propria vita per gli amici”
(Gv 15,13).