V Domenica di Pasqua 29/04/2018

“CHIEDETE QUEL CHE VOLETE…” (Gv 15,7)

29 Aprile 2018

Oggi Gesù, nel parlare della vigna, trova un esempio forte per esprimere il rapporto profondo che egli vuole avere con ciascuno di noi.
Che legame c’è tra il tralcio e la vite? Staccato dalla vite il tralcio non può portare frutto e non serve ad altro che a essere bruciato.
La vite nutre i tralci con la sua linfa solo se si “rimane” in Gesù.
Il Padre, l’agricoltore, brucia i tralci che non rimangono attaccati alla vite e “pota” il tralcio che rimane “perché porti più frutto”. Noi cristiani siamo portati a vivere questi momenti come qualcosa di faticoso, di imprevisto e poco gradevole.
Molto spesso, nel corso delle giornate, quando incontriamo qualcuno in difficoltà, sentiamo dire: “Non prego più, o per lo meno non prego come vorrei”.
Come fa una mamma con figli a non pregare’ E come fa un papà che ha paura di perdere il lavoro non rivolgere una preghiera al Dio della vita?
In realtà tutti noi ci troviamo ad affrontare tante preoccupazioni, a rimuginare sulle cose da fare, a decidere i passi da compiere.
Cosa ci sostiene in tali situazioni?
Chi interviene a darci una mano, una parola di conforto, un ascolto, senza giudizi?. Solo la preghiera, il rivolgerci a Qualcuno, l’affidarci al Dio della vita possono e hanno il potere di allentare le nostre ansie e dare serenità ai nostri passi. La verità è che, finchè viviamo, avremo sempre un po’ di voce per chiedere e implorare aiuto e pace.
Un monaco orientale ha scritto: “Puoi sfuggire al rumore del fiume, al tuono di un temporale, al vento che scorre tra le foglie ma il vero rumore è dentro di te: per trovare la pace e il silenzio affidati a Dio”.
In questo stesso istante ci sono mamme preoccupate per i figli, adolescenti alle prese con i primi amori, anziani che temono la solitudine e la vecchiaia:tutti insieme a dirigere una sinfonia di lamenti, invocazioni, suppliche, grida di dolore.
Il Vangelo di oggi è come una carezza sulla guancia: Dio rimane sempre la grande speranza dell’uomo, qualsiasi cosa capiti nella vita.
“Rimanete in me e io in voi. Chi rimane in me porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla”.
Anche i più grandi santi, tuttavia, hanno vissuto la notte oscura, il buio totale, il silenzio più lungo. San Basilio ci dice: “E se non hai nulla da dirmi, parlami lo stesso, anche solo per dirmi che non hai nulla da dire”.
E, se talvolta, ci viene voglia di pregare ma non ricordiamo le parole imparate sin da piccoli non scoraggiamoci. Sarà sufficiente esprimere, con parole nostre, semplici, spontanee e dire: “ Signore Gesù ti voglio bene e ho bisogno del tuo aiuto “.