UNA COMUNITA’ CHE CONTINUA LO STILE DI CRISTO

Condizione essenziale per continuare la missione di Cristo è crescere compatti attorno a lui come pietre vive (seconda lettura); è «compiere le sue opere» (Vangelo). Di ciò abbiamo una conferma nella vita e nella catechesi della comunità primitiva: sullo sfondo della elezione dei sette «diaconi» si profila una situazione di contrasto fra cristiani appartenenti a due gruppi diversi per mentalità, lingua, tradizioni, cultura; si avverte la presenza di forze e tendenze diverse che già si delineavano in seno alla Chiesa delle origini. La soluzione di queste tensioni viene cercata in una linea di equilibrio e di riorganizzazione della Chiesa, per un più efficace servizio dei fratelli: la comunità, mentre cresce per il moltiplicarsi del «numero dei discepoli», incomincia anche, sotto la guida dello Spirito, a differenziarsi in ministeri diversi. Tutti sono pietre vive impiegate per la costruzione del medesimo edificio spirituale!
Celebrare l’Eucaristia diventa allora entrare davvero — per Cristo, con Cristo e in Cristo — nella comunione di vita con il Padre; essere nel Padre come Gesù (cf Vangelo).
Compatta in questa comunione, l’assemblea liturgica si presenta al tempo stesso come una comunità articolata e strutturata in varietà di funzioni e ministeri: non soltanto il servizio della presidenza, ma anche il servizio dei lettori, dei commentatori e dei ministranti, il servizio dell’accoglienza e della carità, il servizio dei cantori…
Con piena verità dunque, tutta l’assemblea e ciascuno all’interno di essa, può associarsi alla preghiera di chi presiede: «Ti offriamo… ti rendiamo grazie per averci concesso di stare alla tua presenza per compiere il servizio sacerdotale»!