POTENZA DELLA PREGHIERA

13 Marzo 2022

La liturgia odierna ci parla di “Gesù.. che salì sul monte e, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto” (Lc 9,28-29).
Perché va sul monte? Perché va a pregare?
Gesù attraversa un momento difficile: le folle non lo seguono più come prima, i discepoli cominciano a litigare tra loro, a dubitare.
Gesù si ferma, tenta di vederci chiaro, si sforza di capire la strada da percorrere e prega. Mentre prega una voce dice:
Ascoltatelo, questi è il Figlio mio, fidatevi, non abbiate paura”.
Solo allora Gesù può scendere dal monte per portare avanti il suo progetto. Ascoltiamo anche noi la parola di Gesù che opera, chiama, fa esistere, guarisce, cambia il cuore, fa fiorire la vita, dona bellezza, è luce nella notte.
Fino a non molti anni fa una forte religiosità accompagnava la vita quotidiana della gente. Anche le campane segnavano i momenti della giornata: l’Ave Maria del mattino, l’Angelus del mezzogiorno, di nuovo l’Ave Maria della sera, invitavano le persone a fermarsi per mormorare una preghiera a Dio o alla Vergine. Con il rosario le persone esprimevano un sincero impegno di vita.
Erano preghiere recitate lavorando, a volte sonnecchiando. Ai giorni nostri la fretta, gli impegni, la televisione … tendono a mettere in secondo piano il desiderio, il bisogno di pregare.
Ma.. l’uomo di allora, come l’uomo di oggi, è pur sempre alla ricerca del significato della vita, dell’esistere, del dolore, del morire…
La guerra in atto ci pone questa domanda: Se Dio esiste perché non si fa vedere? Perché non fa giustizia e cambia il mondo?
Oggi credere è più difficile! Il tempo di Quaresima è una preziosa occasione per pregare di più, per metterci alla ricerca, per chiedere il dono della fede, il dono della pace.
La preghiera, recitata in solitudine, negli incontri di preghiera, spontaneamente, con parole semplici, nelle nostre case, di fronte ai tanti capitelli, mentre lavoriamo… è un balsamo che guarisce, conforta, illumina.