DISCEPOLI DI GESU’
NELL’ORDINARIETA’ DELLA VITA

Gesù si è manifestato nella nostra carne: noi lo abbiamo riconosciuto e celebrato nel mistero del Natale; ora riprendiamo il cammino dei discepoli nel “Tempo Ordinario”.
Giovanni e Gesù sono legati da uno stretto rapporto fin dal grembo delle loro madri, eppure nel Vangelo di questa Domenica Giovanni afferma per due volte: “Io non lo conoscevo”, esprimendo una verità fondamentale per ciascuno di noi: il mistero che abita le profondità di coloro che ci stanno accanto non è conoscibile se non facendo obbedienza alla propria e altrui vocazione. Per penetrarlo, almeno un poco, occorre avere uno sguardo contemplativo, capace cioè di vedere ciò che lo Spirito opera nelle loro vite.
La vita cristiana consiste proprio nel saper riconoscere che, in Gesù, Dio ci ha detto e dato tutto.
Questo ci spinge, anzitutto, ad avvicinarci sempre di più a Cristo, invocando da lui la salvezza, cioè la liberazione dal peccato e dal male…
ed è quello che realizziamo in ogni nostra liturgia: nei segni semplici ma efficaci della fraternità, della Parola annunciata e del Pane e del Vino, noi riconosciamo Gesù, vivo e presente in mezzo a noi…
Ma riconoscere Gesù come Salvatore, ci impegna anche a farlo conoscere agli altri, con la gioia e l’entusiasmo di chi condivide una risorsa di vita: sarà questo il modo migliore per vivere anche questa Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani!

Uno solo è il corpo,
uno solo è lo Spirito
come una sola è la speranza
alla quale Dio vi ha chiamati

(Efesini 4, 4)