UNA GRATUITÀ CHE (CI) SCONVOLGE

Forse siamo ancora perplessi e pensosi di fronte al messaggio di Domenica scorsa, che ci invitava alla misericordia e al perdono senza misura… ma il Signore non ha mai finito di stupirci: ogni settimana ci raggiunge per rivelarci il suo amore sconfinato e paradossale…
E, in fondo, non dobbiamo proprio ammettere che anche il nostro essere discepoli di Gesù, è un dono che abbiamo ricevuto
, più che il frutto del nostro impegno e della nostra bravura?
Se ci pensiamo bene dobbiamo riconoscere che è stato lui a venirci a chiamare, e che magari ha dovuto ripetere l’invito tante volte, ma non si stanca mai e ci fa partecipare alla sua vita e alla sua gioia insieme agli altri, anche se siamo gli ultimi…
Ad ogni Eucaristia Egli ci raccoglie, chiamandoci dalle situazioni più diverse, per farci condividere la sua festa, attorno al suo Figlio che si offre, gratuitamente, Parola e Pane per la nostra vita.
Come il padrone di casa che dà ai lavoratori della prima ora il denaro pattuito, Dio Padre non viene meno alle esigenze della giustizia, ma nella sua condiscendenza – nel suo chinarsi compassionevole verso la nostra umana fragilità – sa leggere i nostri cuori e risponde al nostro anelito con il suo amore, con le sue misericordie. Questa misericordia, questo dono, questa gratuità immeritata, manifestano che l’agire di Dio è sempre eccedenza: paradossale dilatazione della giustizia, folle superamento della proporzionalità, sbilanciato movimento oltre il giusto contrattuale. Come il padrone della vigna, il Signore ci versa “nel grembo una misura buona, pigiata, colma e traboccante” (Lc 6,38), con una sovrabbondanza che raggiunge tutti, anche chi ai nostri occhi non ne è degno.